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Gestioni passive

Rize sustainable future of food Ucits Etf, un fondo alimentare senza carne né plastica

Salvadè, Head of Italian speaking regions di Rize Etf: il fondo ha reso il +7.64% nel primo trimestre dell’anno. I sottosettori con la migliore performance sono stati Water Technology e Precision Farming

Rize sustainable future of food Ucits Etf, un fondo alimentare senza carne né plastica

Emanuela Salvadè, Head of Italian speaking regions di Rize Etf

Rize Sustainable Future of Food Ucits Etf continua ad essere l'unico fondo alimentare sostenibile in Europa che esclude carni allevate sulla terraferma, allevamenti ittici in mare e imballaggi di plastica. Lo spiega Emanuela Salvadè, head of Italian speaking regions di Rize Etf: «Il fondo ha reso il +7.64% nel primo trimestre dell’anno ed i sottosettori con la migliore performance sono stati Water Technology e Precision Farming.

I maggiori contributori ai rendimenti sono stati Euglena, Agco, Valmont Industries e Lindsay Corp, mentre le 5 società con la migliore performance sono state Ardagh Group, Deere & Co, Agco, Valmont Industries e Lindsay Cor. Al contrario, le 5 aziende con le peggiori prestazioni sono Ocado, Ball Corp, Mission Produce, Tomra e Atlantic Sapphire

30 delle 45 società totali hanno ottenuto una performance positiva per il trimestre

Dal lancio la performance è stata del +18.8% (27.08.2020 dal 30.03.2021)

Riteniamo che proteggere il mondo in cui viviamo è di assoluta importanza, infatti diamo d’accordo con lo storico della natura e divulgatore scientifico Sir David Attenborough quando dice che il mondo naturale sta cambiando e “noi siamo totalmente dipendenti da quel mondo” che “ci fornisce cibo, acqua e aria.”

Oggigiorno stiamo iniziando a diventare sempre più consapevoli del cibo che mangiamo, muovendoci verso prodotti e tecniche agricole più sostenibili. Con lo slancio che sta crescendo, questo cambiamento sta per diventare il modo più efficace in cui possiamo ripristinare l’equilibrio del mondo naturale. E, per questo motivo, sta anche aprendo un’opportunità di investimento unica nella vita.

Sappiamo tutti che il cibo è importante. Quello di cui siamo forse meno consapevoli, però, è come il cibo che consumiamo impatta sulle risorse del mondo. Il punto fondamentale è che i sistemi alimentari, così come sono, sono insostenibili. Sapevate, per esempio, che il cibo rappresenta attualmente più di un quarto delle emissioni globali di gas serra prodotte dall’uomo, guidate principalmente dall’agricoltura e dalla deforestazione? E che il 78% dell’eutrofizzazione globale degli oceani e delle acque dolci (l’inquinamento dei corsi d’acqua) è causato dall’agricoltura? Non è solo il modo in cui produciamo il cibo, ma anche il cibo stesso. Prendiamo ad esempio la carne di manzo, un alimento base di molte diete occidentali a livello globale. La carne bovina richiede 20 volte più terra ed emette 20 volte più gas serra per grammo di proteina rispetto alle comuni proteine a base vegetale. Sorprendentemente, un chilogrammo di manzo richiede una media di 15.415 litri di acqua nella sua produzione!

È chiaro che il cibo sia al centro della lotta contro il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua, l’inquinamento e la perdita delle nostre foreste e della nostra preziosa biodiversità. Soprattutto, con la rapida crescita della popolazione globale che significa che l’impatto ambientale del nostro sistema alimentare insostenibile non farà che peggiorare se non controllato. La buona notizia è che stiamo assistendo a un cambiamento. E soprattutto, è guidato dai consumatori stessi.

La crisi del coronavirus ci ha fatto ripensare le nostre abitudini di acquisto di cibo. Per esempio, un sondaggio del maggio 2020 della francese OpinionWay ha scoperto che circa quattro consumatori francesi su cinque intendono acquistare prodotti alimentari più ecologici dopo il COVID.

L’economia si sta dirigendo verso nuovi modelli di consumo sostenibile, basti pensare al passaggio dalla carne animale a quella a base vegetale. Una delle previsioni di Statista indica che questo mercato potrebbe valere fino a 31 miliardi di dollari entro il 2026, rispetto ai soli 10 miliardi di dollari del 2018.

Anche queste sono solo previsioni a breve termine. Con il numero di vegani che solo nel Regno Unito è quadruplicato dal 2014, la crescita globale a lungo termine di questo mercato sarà ancora più interessante.

Questa crescita su larga scala è presente in tutto il sistema alimentare. Quindi, non sorprende vedere come sempre più aziende che arrivano sul mercato con soluzioni innovative e rispettose dell’ambiente in ogni fase. Dopotutto, questo dà loro la migliore possibilità di accaparrarsi quote di mercato in settori destinati ad aumentare di valore, con l’aumento di questo mercato a livello globale. Infine, siamo consapevoli di come i rendimenti a lungo termine offerti per i titoli di maggiore qualità hanno il potenziale di essere molto elevati».

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