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Climate change

Clima, intervenire ora o mai più

Mentre il tema del cambiamento climatico diventa centrale nell'agenda di authority e governi, Schroders si attiva a tutto campo per l'azzeramento delle emissione nette di gas serra

Clima, ora o mai piùAziende e investitori facciano la loro parte

Il 2021 sarà un anno cruciale per la lotta al cambiamento climatico: l’anno dell’ “Ora o mai più”, come lo ha definito il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Quest’anno si terrà infatti la COP26, la ventiseiesima conferenza delle parti sul cambiamento climatico, organizzata dalle Nazioni Unite e co-ospitata da Italia e Regno Unito; la situazione che i Paesi partecipanti si troveranno ad affrontare è molto complessa, e rende necessaria un’inversione di tendenza. Secondo gli accordi di Parigi, sottoscritti da oltre 190 nazioni al mondo, l’obiettivo è contenere l’innalzamento della temperatura terrestre sotto i 2°C, idealmente a 1,5°C, rispetto ai livelli del 1900. Per farlo entro il 2030 dovremmo ridurre le emissioni di carbonio del 45% rispetto ai livelli del 2010; tuttavia, l’ultimo rapporto provvisiorio dell’UN Climate Change, la convenzione quadro delle Nazioni Unite, rivela che malgrado gli annunci sempre più ambiziosi l’impatto combinato delle misure finora adottate sarà di gran lunga inferiore a quello auspicato, e porterà entro il 2030 a una riduzione delle emissioni nocive pari appena all’1% rispetto ai livelli del 2010. Come ha confermato Patricia Espinosa, executive secretary dell’UN Climate Change, gli impegni presi finora contro il cambiamento climatico non sono sufficienti a centrare gli obiettivi previsti dall’accordo di Parigi, ed è questo il   momento di prendere le decisioni necessarie ad accelerare e ampliare gli interventi a favore del clima, a livello planetario.”Dobbiamo riconoscere che la finestra d’azione per salvaguardare il nostro pianeta si sta chiudendo rapidamente”, ha avvisato il presidente della COP26, Alok Sharma. A farsi portavoce della necessità di agire con prontezza per combattere cambiamento climatico, oltre a una serie di celebrità del mondo dello spettacolo, sono stati politici di primo piano come il presidente statunitense Joe Biden, che poco dopo l’insediamento alla Casa Bianca ha firmato nuovamente l’adesione degli Usa all’accordo di Parigi, e personaggi noti per il loro impegno come Bill Gates, secondo cui “per evitare il disastro climatico occorre un modo diverso di fare business e il coraggio di assumersi i rischi che molti ceo non sono abituati a correre, e che gli investitori non sono abituati a premiare”.

L'impegno di Schroders. Un impegno condiviso da Schroders, che a dicembre 2020 si è unita ad altre 29 società di investimento globali - responsabili nel complesso di oltre 9mila miliardi di dollari di masse in gestione - lanciando l’iniziativa “Net Zero Asset Managers”. Questo nutrito gruppo di asset manager si è impegnato a contribuire all’obiettivo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050 o anche prima, in linea con le iniziative globali per limitare l’innalzamento della temperatura a 1,5°C. Schroders è inoltre parte attiva del programma Climate Action 100+, un’iniziativa degli investitori volta a garantire che le aziende che emettono più gas serra al mondo prendano le necessarie misure per tutelare il clima. “L’intervento di elevato profilo da parte del fondatore di Microsoft Bill Gates sul cambiamento climatico dovrebbe essere accolto con favore. Coglie appieno la sfida del secolo: come evitare di immettere ogni anno 51 miliardi di tonnellate di gas serra nell’atmosfera”, ha osservato Mark Lacey, head of global resource equities di Schroders. “Per scongiurare il disastro climatico dobbiamo agire il prima possibile, in modo economico e bilanciato. Il sistema energetico globale, considerando elettricità, trasporti e impianti di riscaldamento/raffreddamento, è di fatto responsabile di metà dei 51 miliardi di tonnellate di gas serra rilasciati nell’atmosfera ogni anno. Il passaggio a un sistema energetico più sostenibile prende il nome di ‘transizione energetica’: come investitori, abbiamo la responsabilità di convogliare le risorse dei nostri clienti nelle società direttamente coinvolte nel cambiamento strutturale del sistema energetico globale nei prossimi 30 anni”. Il cambiamento climatico per il mondo è come un nuovo 1929. Ad affermarlo è il ceo di Schroders, Peter Harrison, “il cambiamento climatico creerà una situazione simile a quella del 1929”: così come allora il crollo di Wall Street portò a una revisione completa della trasparenza aziendale, oggi le società dovrebbero essere sottoposte a pressioni analoghe, perché forniscano piani chiari per affrontare il cambiamento climatico. Lo scorso gennaio Schroders ha scritto alle più grandi aziende del Regno Unito chiedendo loro di pubblicare i propri piani dettagliati per supportare la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico. “Innanzitutto abbiamo contattato le società dell’indice FTSE 350. Abbiamo offerto loro supporto per la stesura dei rispettivi piani, chiarendo di volerne monitorare attentamente i progressi”, ha spiegato Harrison. “In futuro ci attendiamo progressi analoghi non solo da questo gruppo di aziende. Vorremmo che tutte le società di dimensioni medio-grandi, indipendentemente dalla piazza di quotazione, pubblicassero i propri piani”. Un ruolo fondamentale nella lotta senza quartiere all'inquinamento lo avrà la decarbonizzazione, come ha sottolineato Andy Howard, global head of sustainable Investment di Schroders,“molte società, non solo dell’industria pesante, stanno già studiando o hanno già steso dei piani di decarbonizzazione. E il cambiamento climatico non è più un rischio remoto ma un rischio reale, sempre presente nei punti all’ordine del giorno dei consigli di amministrazione”. In tutto questo contesto finalmente autorithy e mondo politico sembra aver preso coscienza del problema mettendo in campo azioni mirate che possano essere risolutive. “Autorità di controllo e politici stanno agendo per evitare una catastrofe climatica con conseguenze concrete per imprese e investitori. Ciò implica un’evoluzione delle modalità con cui generiamo e consumiamo energia, come non avveniva da diverse generazioni", ha aggiunto Lesley-Ann Morgan, head of multi-asset strategy di Schroders. "La volontà politica di intervenire in questo senso è sempre più forte, pertanto aziende e investitori dovranno fare attivamente la loro parte per restare al passo con questa evoluzione. A livello aziendale, il primo passo verso il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di azzeramento delle emissioni nette è elaborare piani di decarbonizzazione quantitativi”. Per la manager “ecco perché è importante investire in modo attivo. Ed è importante capire e monitorare come  le aziende si stanno muovendo, per aiutarle a migliorare e spronarle ad assumersi le proprie responsabilità sul tema. Puntando sulle società che contribuiranno a un futuro più pulito, gli investitori possono beneficiare della transizione a un mondo zero carbon. Per le aziende questa sarà al contempo una delle sfide e una delle opportunità più dirompenti dei prossimi anni o addirittura decenni”.

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