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Oro e Bitcoin alleati contro l'inflazione

Secondo Foster (VanEck), forse al metallo giallo sarà assegnata una nuova funzione di stabilizzatore nei volatili fondi di criptovalute. Ma entrambi costituiscono una riserva di valore contro le svalutazioni

Bitcoin, bene-rifugio intangibile ad alto rischio bolla

Bitcoin e oro sono due asset sotto osservazione da parte di chi comincia già ora a preoccuparsi di una prossima ripresa dell’inflazione. Si tratta di strumenti in competizione tra loro, oppure hanno funzioni in qualche modo complementari? In altre parole, quale relazione intercorre tra i Bitcoin e l’oro? Se il grande potenziale del Bitcoin è diventare un sistema di pagamento globale decentralizzato, questa criptovaluta resta soprattutto una riserva di valore, che di sicuro potrebbe offrire copertura contro il deprezzamento delle valute. E, come spiega Joe Foster, Portfolio Manager e Strategist Gold and Precious Metals di VanEck, la ragione per cui gli investitori contrappongono l'oro al Bitcoin e non ad altre criptovalute risiede paradossalmente nelle loro caratteristiche comuni. Secondo lo strategist, infatti, entrambi hanno un'offerta limitata, si collocano al di fuori del sistema finanziario tradizionale, non sono gravati da passività della controparte, sono attività non correlate e sono stati utilizzati come monete di scambio. “L'etica anti-establishment che contraddistingue gli utenti di Bitcoin assomiglia alla mancanza di fiducia che molti investitori in oro nutrono verso il sistema finanziario”, afferma Foster.

Ma vi sono anche differenze profonde tra i due asset. La prima, e più evidente, è che il Bitcoin non è un bene fisico. E, come la moneta cartacea, ha valore solo finché il pubblico crede che ne abbia. “Senza la fiducia del pubblico, non vale nulla”, dice Foster. L'oro al contrario è molto reale: è utilizzato nell'industria elettronica, in medicina, nel settore aerospaziale, e ogni giorno viene indossato da milioni di persone in tutto il mondo. “La sua utilità va quindi ben oltre la funzione di riserva di valore ed è radicata nella cultura e nella storia dell'umanità”, dice Foster.

Ora, i tassi di interesse sono in calo da 40 anni e stiamo entrando in un'era post-pandemia in cui i tassi possono solo salire. “Vi è la possibilità concreta che si instauri una spirale inflazionistica - dice Foster – E le strategie di investimento che hanno funzionato negli ultimi 40 anni potrebbero non andare bene nel prossimo futuro”. Secondo lo strategist questo clima di rischio e incertezza in cui si muovono gli investimenti favorisce sia l'oro sia il Bitcoin senza che uno escluda l’altro. “Il Bitcoin potrebbe sottrarre, marginalmente, qualche investitore al mercato dell'oro, ma è anche probabile che attiri nuovi investitori nel rifugio sicuro in cui l'oro e l'argento hanno un ruolo consolidato”, afferma Foster. Che aggiunge: “Forse all'oro sarà assegnata una nuova funzione, quella di stabilizzatore nei volatili fondi di criptovalute”. In ogni caso, non si tratta di una previsione che contrappone l'oro al Bitcoin. Ma di un ambiente anti-inflattivo dove convivono tranquillamente lingotti e Bitcoin.

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