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Intesa Sanpaolo, primo trimestre con utile netto oltre 1,5 miliardi

I risultati sono pienamente in linea con l’obiettivo di un utile netto per l’anno ampiamente superiore a 3,5 miliardi di euro

Carlo Messina

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo

Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 31 marzo 2021.

I risultati del primo trimestre 2021 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all’epidemia da Covid-19 e sono pienamente in linea con l’obiettivo di un utile netto per l’anno ampiamente superiore a 3,5 miliardi di euro.

I risultati riflettono la redditività sostenibile, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato, dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi e dalla qualità dell’attivo di Intesa Sanpaolo, con un basso profilo di rischio a presidio del supporto del gruppo all’Italia, anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale.

La generazione di valore per tutti gli stakeholder verrà accresciuta dalle sinergie previste per oltre un miliardo di euro derivanti dalla fusione di Ubi Banca realizzata con successo senza costi sociali e dagli oltre 6 miliardi di euro a valere sull’utile ante imposte che il gruppo ha destinato nel 2020 all’ulteriore rafforzamento della sostenibilità dei risultati.

Le tendenze del nuovo contesto trovano Intesa Sanpaolo preparata grazie ai vantaggi competitivi del gruppo:

aumento della domanda di protezione della salute, del risparmio e delle attività economiche delle aziende: leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management & Protection e rafforzamento nel settore salute con l’acquisizione di RBM;

maggior grado di rischio: efficace gestione proattiva del credito (Pulse) e partnership strategiche del gruppo con primari operatori industriali attivi nella gestione dei crediti deteriorati;

digitalizzazione della clientela: posizionamento ai vertici in Europa per funzionalità di mobile app e forte proposta digitale del gruppo, con circa 11,6 milioni di clienti multicanale e circa 7,1 milioni di clienti che usano l’app di Intesa Sanpaolo, e partnership strategica con Nexi nei sistemi di pagamento (partecipazione nel capitale di Nexi);

digitalizzazione dell’operatività della Banca: circa 80.000 persone del gruppo in smartworking e ottimizzazione del modello distributivo con la razionalizzazione di circa 1.100 filiali dal 2018 e la possibilità di ridurre ulteriormente il numero di filiali a seguito dell’acquisizione di UBI Banca, della partnership strategica Banca 5 - SisalPay (Mooney) e del cambiamento indotto da COVID-19 nei comportamenti dei clienti, la maggioranza dei quali continuerà a essere servita dal Gruppo tramite i canali alternativi di elevata qualità;

crescente importanza della sostenibilità e della responsabilità sociale (ESG): Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices e nel 2021 "Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index" di Corporate Knights, si classifica prima tra le banche europee in tre delle principali valutazioni internazionali ESG, MSCI, Sustainalytics e Bloomberg ESG Disclosure Score; inoltre, Intesa Sanpaolo è inserita nell’indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index (GEI), registrando per il 2021 un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale e delle società italiane, e - unica banca italiana - nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv, che seleziona le 100 migliori aziende quotate a livello mondiale per diversità e inclusione.

Nel primo trimestre del 2021, per il gruppo si registra:

utile netto pari a 1.516 milioni di euro, rispetto a un risultato nel quarto trimestre 2020 negativo per 3.099 milioni, positivo per 393 milioni se si escludono le rettifiche dell’avviamento della Divisione Banca dei Territori e le componenti relative all’acquisizione di UBI Banca (effetti economici dell’allocazione dei costi di acquisizione e oneri di integrazione), e a un utile netto pari a 1.151 milioni nel primo trimestre 2020;

risultato corrente lordo in aumento del 22,2%, rispetto al primo trimestre 2020;

commissioni nette in crescita dell’ 8,9% rispetto al primo trimestre 2020;

costi operativi in diminuzione del 2,6% rispetto al primo trimestre 2020;

elevata efficienza, con un cost/income al 46,5% nel primo trimestre 2021, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee.

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