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De Negri (Cirdan Capital), Rame in grande spolvero grazie alla ristrutturazione delle reti energetiche

Lo strategist prevede un'importante domanda legata alla ripresa economica nel corso del 2021 e nel 2022. Il target a dodici mesi è di 11 dollari a tonnellata. Ma il prezzo potrebbe salire a 15 dollari entro il 2025

La strada verso un futuro sostenibile è lastricata di…rame

Quanto potrà durare il trend positivo del rame - il terzo metallo più utilizzato al mondo, dopo il ferro e l’alluminio - che da marzo 2020 registra performance da fuoriclasse? Secondo Antonio De Negri, Founder e Ceo di Cirdan Capital, almeno fino al 2025. Vediamo perché. Il rame è principalmente impiegato in settori ciclici, come quelli delle costruzioni e dei macchinari per la produzione industriale. “Un’importante subcategoria dei ciclici (ovvero dei settori che beneficiano per primi dalla ripresa economica) è proprio la costruzione industriale, per la quale stimiamo un’ottima performance nel 2021 e 2022 e quindi un significativo utilizzo del rame”, spiega De Negri. Inoltre, aggiunge lo strategist, in un mondo in continua evoluzione, molti investitori hanno spostato il focus su investimenti Esg, ovvero investimenti nella finanza sostenibile, dunque anche in energie rinnovabili. Il rame, che è uno dei migliori metalli conduttori di elettricità e calore, è un materiale essenziale per la produzione e per la ristrutturazione delle reti energetiche sostenibili. “Stimiamo che il 60% della domanda di rame derivi dal suo impiego nelle reti di energia elettriche rinnovabili. Quindi, prevediamo che l’attuale domanda di rame spingerà a un aumento del 4,5% della produzione globale nel biennio 2021-2022”, spiega De Negri.

La ripresa e la riconversione delle reti elettriche stanno quindi riducendo vertiginosamente l’offerta di rame mentre aumenta la domanda. “Stimiamo che l’attuale successo del rame non sia il riflesso di una mera strategia di diversificazione del portafoglio da parte degli investitori, ma che appunto sia principalmente basata sui fondamentali di squilibrio tra domanda ed offerta”, dice De Negri. Che aggiunge: “Pertanto, uno dei principali driver del prezzo dell’asset class commodity è proprio la scarsità del metallo. E ci aspettiamo una carenza di rame per 550mila tonnellate nel 2021”. Ciò giustifica il prezzo del rolling forward (i contratti a termine) sul rame con scadenza a tre mesi, che ha registrato una performance del +99,60% anno su anno ai valori correnti, passando dai 5,257 dollari del maggio 2020 ai 10,417 dollari del maggio 2021. “In questo scenario, prevediamo una robusta e costante crescita del rame per i prossimi quattro anni”, afferma De Negri. “In un mercato fortemente rialzista, stimiamo che il rame possa raggiungere i 12 dollari entro il 2022, i 14 dollari entro il 2024 e i 15 dollari entro il 2025, con il prezzo target nei prossimi dodici mesi a 11 dollari per tonnellata”, conclude De Negri.

 

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