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Enasarco, il ministero del Lavoro
intima al cda di azzerare le nomine

Enasarco, il ministero del Lavoro intima al cda di azzerare le nomine

Il ministero del Lavoro interviene a piedi giunti nell’ennesima impasse Enasarco e intima alla Fondazione provvisoriamente occupata dalla lista perdente alle ultime elezioni di azzerare questa scelta molto probabilmente illecita – lo stabilirà il giudice – ma intanto, alla luce del provvedimento d’urgenza del Tribunale, prevaricatoria e giuridicamente violenta.
E’ l’ennesima puntata di una storia infinita che ha rotto le scatole a tutti, salvo a chi se ne sta approfittando.
Ricostruiamola brevemente. L’Enasarco va al voto a inizio anno per rinnovare l’assemblea dei delegati che vigila e il consiglio d’amministrazione che governa. L’elettorato si spacca, 50,1% per la lista FarePresto! e 49,9% tutte le altre liste. Con un blitz in sede di passaggio dall’assemblea dei delegati al consiglio d’amministrazione, le liste uscite aritmeticamente perdenti dal voto annullano la volontà di un delegato della parte avversaria e insediano un consiglio di 8 a 7. Il quale nomina come presidente un signore che in quel consiglio milita dal 16 anni e si presenta come fautore del nuovo: Antonella Marzolla.
A quel punto FarePresto! – lista che riunisce Federagenti, Anasf, Fiarc, Confesercenti, Artenasarco e Antepam, Assopam e Anpit – fa ricorso al tribunale e invoca l’articolo 700; il tribunale convoca l’udienza di merito per giugno e nel frattempo attua il 700 e intima la sospensione delle decisioni prese in contestazione. Marzolla & C. se ne infischiano (sarebbe più chiaro usare il gergo appropriato e dire che “se ne battono i coglioni”).
A questo punto il ministero del Lavoro – uno dei due che “vigilano” (si fa per dire) sugli enti previdenziali privati, come l’Enasarco appunto – scrive a Marzolla. Si legge nella missiva firmata dal direttore generale Concetta Ferrari: “Pertanto di invita codesta Fondazione a comunicare tempestivamente alle Amministrazioni vigilanti quali iniziative, anche in sede di autotutela, abbia intrapreso o intenda intraprendere, con la dovuta urgenza, in relazione venutasi a determinare per effetto della decisione del Giudice adito. Al riguardo, si ritiene opportuno richiamare quanto espresso ivi dal Giudice in sede cautelare, secondo cui «Né rileva il prospettato “stallo” per la difficoltà di individuazione dei tre membri residui del Consiglio di Amministrazione in base alla parità dei resti, risultando un problema di mero fatto, del tutto secondario al rispetto del diritto di voto e superabile mediante sistemi democratici che rispettino la proporzione delle forze in campo, tenendo peraltro conto che è stato anche richiesto un parere pro veritate proprio per far fronte ad una problematica che si era già paventata”. In più, e ovviamente, il ministero pone la questione della nomina indebita del presidente, indebita perché decisa da un consiglio che il tribunale ha sospeso in attesa della decisione di merito. E suggerisce pragmaticamente la strada giusta per sostituire Marzolla fino a che il Tribunale non si sarà pronunciato, richiamando all’articolo 2371 del Codice civile: “L’assemblea è presieduta dalla persona indicata nello Statuto o, in mancanza, da quella eletta dalla maggioranza dei presenti”. Secondo il ministero la “mancanza” è oggettiva, “essendo il soggetto indicato nello Statuto, per effetto della citata decisione cautelare del G.O., giuridicamente impossibilitato a presiedere l'Assemblea. In tale Ipotesi, dovrebbe pertanto essere attivato un vero e proprio procedimento deliberativo, alla presenza del notaio, che conduca alla individuazione da parte dell'Assemblea di un soggetto designato e poi nominato dal medesimo organo assembleare, per sovraintendere alla procedura indicata nel citato articolo 2371 c.c. nonché a presiedere la riunione”.
E c’è di più: poiché il consiglio autonominatosi ha provveduto ad approvare il bilancio 2020 della Fondazione pur essendo intervenuta la pronuncia d’urgenza del Tribunale, il ministero scrive: “Preso atto della comunicazione del 29.0.2021 con cui codesto Enasarco ha rappresentato, anche alla scrivente Direzione generale, che nel corso dell'Assemblea del delegati, svoltasi in pari data, è Intervenuta l'approvazione del bilancio consuntivo 2020, si invita codesto Ente vigilato a riferire in merito alla procedura individuata per far fronte, in quel momento immediatamente vicino rispetto alla decisione del Giudice in sede cautelare, alla critica inerente alla individuazione del soggetto abilitato a presiedere l'organo deliberativo dell’Enasarco”.
Insomma, che deve fare di più il Ministero?

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