Quantcast

Banche

La Commissione Ue respinge la richiesta di danni di Popolare Bari

La banca chiedeva i danni per la vicenda del salvataggio della banca abruzzese Tercas, bollato come aiuto di Stato

S&P boccia l'ingresso di Mediocredito in Banca Popolare di Bari

Bruxelles dice no alla richiesta di risarcimento danni avanzata da Banca Popolare di Bari. Come scrive il Sole 24 Ore, ieri la Commissione Ue ha infatti rigettato la richiesta stragiudiziale di risarcimento danni per 300 milioni presentata lo scorso 28 aprile dalla banca pugliese. «Nessun atto illegittimo imputabile alla Commissione è all’origine dei danni subiti» dalla Pop. Bari, scrivono i funzionari della Dg Competition in una lettera visionata dal Sole 24Ore.

Il board della Popolare di Bari, assistito oggi dagli studi legali Andrea Zoppini & Associati e Cappelli Rccd, a fine aprile ha infatti deciso di bussare alla porta della Commissione europea per chiedere i danni relativi alla vicenda Tercas e rivalersi per gli effetti negativi scontati dalla decisione con cui Bruxelles aveva bollato come aiuto di Stato il salvataggio della banca abruzzese realizzato dalla stessa Popolare con l’aiuto del fondo Fitd nel 2014. Quel giudizio impose la restituzione di circa 271 milioni di euro e la nascita dello Schema volontario. E bloccò di conseguenza anche i successivi interventi preventivi del Fitd per i salvataggi delle “quattro banche”. Tuttavia, solamente a marzo 2019, la decisione della Commissione fu annullata dal Tribunale dell’Ue, che giudicò invece legittimo l’intervento del Fitd e accerto così un “errore di diritto” da parte della precedente Commissione Europea. Una sentenza, quella del Tribunale Ue, peraltro confermata dalla Corte di Giustizia a marzo 2021.

Rispetto «ai danni subiti dalla Banca per effetto di tale decisione», scrive ancora il Sole 24 Ore, l’istituto controllato da Mcc ha «deliberato, in esito agli approfondimenti condotti anche con l’ausilio di esperti indipendenti in merito alle potenziali responsabilità configurabili in capo alla Commissione europea» di procedere con la richiesta danni per 300 milioni, somma eventualmente rivedibile a valle di una futura perizia. Popolare Bari, è scritto nelle carte inviate a Bruxelles, «ha subito significativi danni a causa della decisione della Commissione» alla luce di una decisione «che aveva causato, tra le altre cose, una vera e propria corsa agli sportelli da parte della clientela e un forte malcontento da parte della base sociale che aveva da poco sottoscritto un aumento di capitale».

L’atto del board barese appare di fatto una mossa di fatto obbligata, alla luce dell’errore compiuto da Bruxelles, anche nell’ottica della massima diligenza e di tutela del Cda. Scartato il percorso stragiudiziale, ora la partita si sposta dunque alla Corte di Lussemburgo, anche se va detto che la giurisprudenza europea lascia spazi piuttosto ristretti in termini di riconoscimento del danno. «La richiesta di risarcimento era un atto opportuno e giusto a tutela della banca - dice il dg Giampiero Bergami - Andremo ora a presentare ricorso davanti alla Corte europea. Non sarà un percorso nè breve nè facile».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo