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Calef (Notz Stucki), "Un possibile tapering anticipato da parte della Federal Reserve penalizza il settore tech"

In aprile negli Usa i prezzi al consumo (esclusi alimentari ed energetici) hanno segnato un incremento record dal 2009, a +0,9%. Il consiglio dello strategist è valutare una parziale presa di beneficio su quei titoli che hanno corso di più negli ultimi mesi

Usa, l’inflazione sale (prima del virus) e sorprende gli analisti

La scorsa settimana ci sono stati cali importanti sul comparto tecnologico americano: il Nasdaq Composite, l’indice di riferimento più rappresentativo, ha perso il 7,7% dal massimo del 26 aprile al 13 maggio. Secondo Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki, i mercati hanno dato il via alle vendite per i timori di ulteriori pressioni inflazionistiche, esacerbati da alcuni dati Usa pubblicati mercoledì scorso. Si tratta dei prezzi al consumo del mese di aprile che, escludendo dalla stima i beni con prezzi soggetti a maggiori fluttuazioni come alimentari ed energetici, sono cresciuti dello 0,9% segnando un incremento record dal 2009. Non solo. Secondo il Dipartimento del lavoro statunitense, sono stati rilevati significativi incrementi di prezzo dei veicoli a motore e dei servizi di trasporto. Ma il fattore che sta accendendo la miccia della ripresa dell’inflazione è senza dubbio il rincaro delle materie prime, con riguardo in particolar modo a quelle che servono per la transizione energetica. Il rame per primo è di recente salito ai massimi storici, superando la barriera dei 10mila dollari per tonnellata. “Gli investitori, incorporando nei prezzi azionari dei titoli tech l’avvio di un possibile tapering anticipato da parte della Federal Reserve, hanno cominciato a cristallizzare alcuni guadagni ottenuti fino ad oggi”, è il commento di Calef.

Tuttavia, come spiega lo strategist, è necessario specificare che la Fed, da un lato ha dichiarato che questo rialzo dell’inflazione potrebbe essere un fenomeno transitorio, e dall’altra persegue un altro importante obiettivo di politica monetaria, ovvero la piena occupazione. “A proposito di questo secondo punto, infatti, merita un commento il dato sul mercato del lavoro uscito la scorsa settimana – dice Calef - Molti analisti avevano previsto un aumento di circa un milione di posti di lavoro in aprile, tuttavia ne sono stati creati solamente 266mila, e anche il tasso di disoccupazione, contrariamente alle stime, ha registrato un sensibile rialzo al 6,1%, contro aspettative del 5,8 per cento”. Dunque, in uno scenario che oscilla tra il rischio di stabilità dei prezzi e un moderato rallentamento del mercato del lavoro, come aggiustare il portafoglio? “A livello di comparto azionario abbiamo visto un 2021 costantemente in segno positivo. Pertanto si suggerisce di mantenere un’esposizione “blend”, equi-ponderando titoli growth e value, e valutando una parziale presa di beneficio su quei titoli che hanno corso parecchio negli ultimi mesi”, conclude Calef.

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