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Monier (Lombard Odier), “Next Generation Eu è un punto di svolta anche per l’euro”

Il successo del piano rafforzerebbe una più profonda mutualizzazione del debito comunitario e, nel lungo periodo, implicherebbe un livello di equilibrio più alto per il tasso di cambio con il dollaro. Favoriti i titoli europei dei settori energetico e finanziario

Monier (Lombard Odier), “Next Generation Eu è un punto di svolta anche per l’euro”

Stéphane Monier, CIO Lombard Odier Private Bank

Le critiche sulla lentezza dell'Unione europea si sono attenuate quando, il 21 luglio scorso, dopo accuse di immobilismo e incapacità di azione corale, l’Ue ha messo a punto il Next Generation Eu, un accordo che stanzia 750 miliardi di euro per far fronte alla crisi del Covid-19 e a una transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio. “Lo shock innescato dalla pandemia ha dato vita a una svolta storica nella collaborazione fiscale europea tramite un meccanismo di emissione di debito a bassi interessi, detto anche mutualizzazione del debito, che migliora la solvibilità degli Stati ed elimina alcuni dei rischi per l’euro”, afferma Stéphane Monier, Cio di Lombard Odier Private Bank, in un commento relativo agli investimenti del piano Next Gen Eu, con un particolare focus sull’Italia.

Il cambiamento maggiore fissato dall’accordo riguarda infatti i prestiti, con la Commissione europea che può emettere debito a interessi bassi per conto dei 27 Stati membri con il supporto della Bce. Come spiega Monier, sul lungo periodo questa nuova dinamica cambia la funzione finanziaria della Commissione europea, offrendo ai governi come quello italiano l’accesso a tassi di prestito più bassi. “Prima della pandemia, si pensava fosse impossibile mutualizzare il debito attraverso obbligazioni emesse dalla Commissione europea – spiega lo strategist – Ma dal luglio 2020, dopo il Next Generation EU, anche lo spread tra i titoli di Stato italiani a 10 anni e i Bund tedeschi ha rispecchiato l’ottimismo nei confronti dell’accordo, riducendosi di 45 punti base all’1,2 per cento”. “In ogni caso – aggiunge Monier - Questo accordo stipulato per far fronte alla pandemia di Covid ha creato un precedente, ma un eventuale successivo utilizzo del meccanismo di prestiti e sovvenzioni dipende solamente da come verranno allocati questi fondi”.

Secondo Monier, il piano Next Generation segna un punto di svolta anche per l’euro. “I rischi di una disgregazione della zona euro hanno tormentato la moneta unica negli ultimi dieci anni. Ma l’accordo sull’emissione congiunta di debito ha effettivamente messo delle basi per il tasso di cambio euro/dollaro, rimuovendo gran parte di questo rischio di disgregazione dell’Ue aumentando il merito creditizio di alcuni Stati membri”, è il parere dello strategist. Anzi. Se attuati in modo efficace, l’impatto di questi investimenti può anche fungere da catalizzatore per future performance al rialzo in ambito valutario, man mano che la regione attira un maggior numero di portafogli e di flussi di investimenti esteri. “Un’implementazione di successo rafforzerebbe anche una più profonda mutualizzazione del debito nell’UE e, nel lungo periodo, implicherebbe probabilmente un livello di equilibrio più alto per il tasso di cambio”, spiega Monier. Che conclude: “Continuiamo a credere che le azioni europee, soprattutto nei settori energetico e finanziario, offrano opportunità in scia con il consolidarsi della ripresa economica”.

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