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Quando chiedemmo a Shell di allinearsi all'Accordo di Parigi

"La mozione non passò, ma raccolse più del 30% di sostegno e ha inviato un chiaro segnale all'azienda sulla necessità di continuare a lavorare in questa direzione". Il commento di Harry Granqvuist

Quando chiedemmo a Shell di allinearsi all'Accordo di Parigi

"Riconosciamo che Shell abbia fatto passi da gigante sul mercato per trasformare il suo business e ridurre le sue emissioni di gas serra, e crediamo che abbia, sotto alcuni aspetti molto concreti, dato un esempio da seguire a molti suoi competitor". Il commento di Harry Granqvuist, senior Esg analyst di Nordea Am

Tuttavia, essere i migliori della categoria in senso relativo non è sufficiente a garantire che il riscaldamento globale venga mantenuto ben al di sotto dei 2 gradi, e come ha dimostrato la sentenza di ieri, non è certamente sufficiente a proteggere gli azionisti dall'elevata esposizione ai rischi di transizione climatica che alti livelli di dipendenza dai combustibili fossili comportano. 

Come investitori, ci aspettiamo che Shell adegui la sua politica agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Come sottolineato sia dal recente report Net- Zero pubblicato dalla IEA (International Energy Agency), sia dalla valutazione Climate Action 100+ di Shell, l'attuale obiettivo dell'azienda di ridurre le proprie emissioni di carbonio del 20% entro il 2030 è palesemente insufficiente rispetto a ciò che servirà per essere all'altezza di tale aspettativa. 

Alla recente assemblea generale, abbiamo votato a favore di una mozione degli azionisti che chiedeva all'azienda di colmare le carenze in sospeso, e di dimostrare in modo concreto e incondizionato che avrebbero allineato la loro strategia di transizione con gli obiettivi climatici dell'Accordo di Parigi. 

La mozione non è passata, ma ha raccolto più del 30% di sostegno e ha inviato un chiaro segnale all'azienda sulla necessità di continuare a lavorare in questa direzione. Il tribunale olandese ha fatto eco a quel segnale. Resta da vedere se questa sentenza supererà il processo in appello, ma ha già eliminato ogni dubbio sul fatto che un programma di transizione climatica incompiuto è causa rilevante di rischio sul piano legale, normativo e reputazionale per gli azionisti.

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