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“Colwell (Columbia Threadneedle ), “Il Regno Unito è in grado di sovraperformare gli Stati Uniti”

Le incognite Brexit e Covid sono sparite e il mercato britannico offre un'esposizione globale e fattori favorevoli sul versante della valuta e della governance. Grazie alle valutazioni e a un'intensa stagione di m&a, gli operatori tornano a investire nella City

 Le società del Regno Unito operanti nel nostro paese avranno 40 giorni di tempo per fornire informazioni agli investitori italiani

Nel 2020 gli investitori si sono tenuti alla larga dal Regno Unito, con le azioni britanniche che hanno ceduto circa il 20 per cento. Qualcuno ha però mantenuto il sangue freddo, e ha incrementato l’esposizione soprattutto verso le società in apparente in difficoltà. “Dall'annuncio di novembre sui vaccini e con il successo della campagna vaccinale, i titoli value hanno messo a segno una rimonta spettacolare – è il commento di Richard Colwell, Responsabile azioni britanniche di Columbia Threadneedle Investments - Molti mesi di sovraperformance dei titoli growth sono stati annullati in un solo giorno. Le società che avevano beneficiato del Covid hanno accusato un crollo e i titoli precedentemente perdenti si sono trasformati in vincenti. Molte azioni su entrambi i fronti sono tornate al punto di partenza, seguendo tuttavia itinerari diversi”.

Ora, a oltre un anno di distanza dall'inizio del Covid, il Paese sta entrando in una nuova fase. “Con la proliferazione di investitori quantitativi, del basket trading degli ETF e degli investimenti basati su fattori si è assistito all'emergere di alcuni temi interessanti e di società che non rientrano in senso stretto nelle categorie growth/value, collocandosi piuttosto nel mezzo”, dice Colwell, che cita Morrisons, Pearson e Tate & Lyle che, per ragioni diverse, non esprimono il potenziale delle rispettive società. “In generale riteniamo che il mercato del Regno Unito continui a essere sottovalutato in seguito al calo degli investimenti negli attivi britannici a causa della Brexit e del Covid - dice lo strategist - Tuttavia tali incognite sono ora sparite e il mercato offre un'esposizione globale e fattori favorevoli sul versante della valuta e della governance". Secondo lo strategist, inoltre, sussistono opportunità di arbitraggio valutativo dal momento che le società globali quotate nel Regno Unito presentano rapporti prezzo/utili decisamente inferiori a quelli delle concorrenti straniere. Le operazioni di fusione e acquisizione hanno pertanto raggiunto livelli record, almeno tra gli operatori non convenzionali del mercato azionario britannico: tra gli esempi recenti figurano Aggreko, RSA, G4S, William Hill e Signature Aviation. Ci attendiamo il proseguimento delle operazioni di aggregazione societaria”.

Quanto alle prospettive, sono a dir poco brillanti. Secondo Colwell, come è già avvenuto nel periodo 2000-2007, il Regno Unito è assolutamente in grado di sovraperformare gli Stati Uniti. “Il Regno Unito rappresenta tuttora un ricco terreno di caccia – dice Colwell - Alcune delle aree più penalizzate hanno messo a segno un sostanzioso recupero, ma crediamo che sussista tuttora un notevole potenziale di rialzo”. Questo non solo alla luce della rimonta del segmento value o della possibile ricomparsa dell'inflazione: “In qualità di gestori attivi, riteniamo che il rally sia espressione di un più ampio apprezzamento delle società britanniche quotate sul mercato azionario del Regno Unito”, conclude lo strategist. 

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