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T. Rowe Price, “Il governo di Pechino potrebbe non essere disponibile a sostenere le società pubbliche più in difficoltà”

Alcuni recenti default mettono in discussione la garanzia implicita di supporto pubblico delle aziende cinesi di proprietà statale. Da qui in avanti gli investitori dovrebbero valutare con grande attenzione le aziende che emettono debito in dollari sulla base dei fondamentali

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A partire dagli anni ‘70, il Governo centrale cinese ha continuato a riformare le società a controllo pubblico, ovvero le state-owned enterprises (SOE). Come spiega Sheldon Chan, Portfolio Manager, Asia Credit Bond Strategy di T. Rowe Price, le SOE originariamente rappresentavano la spina dorsale dell’economia cinese moderna e avevano il compito di raggiungere gli obiettivi ufficiali di produzione. “Sebbene il ruolo delle società private sia aumentato vertiginosamente, quelle pubbliche continuano a occupare uno spazio significativo e rappresentano circa un quarto degli asset industriali totali”, spiega Chan. 

Le riforme hanno cercato di rendere le SOE (sono 100mila, e alle più grandi è riconducibile una porzione importante del debito cinese incluso negli indici di credito asiatici in dollari) più efficienti tramite una maggiore autonomia operativa e trasparenza. Ma alcuni recenti default mettono in discussione la garanzia implicita di supporto pubblico. “Le autorità cinesi, mentre intensificavano gli sforzi per rendere il settore pubblico più autosufficiente, hanno anche avviato un percorso di deleveraging e pulizia del credito, mettendo in chiaro che il supporto pubblico non sarebbe stato garantito per tutte le SOE”, spiega Chan. Vi sono già stati diversi esempi di ciò, che hanno coinvolto società più piccole e locali. Come ricorda Chan, lo scorso ottobre Brilliance Auto Group, che opera in joint-venture con BMW, è andata in default su una delle sue obbligazioni private, dichiarando la bancarotta e avviando un processo di ristrutturazione. Altri esempi di inadempienze riguardano la società di carbone Yongcheng Coal and Electricity Holdings Group e quella di tecnologia Tsinghua Unigroup.

 “Ci aspettiamo che il Governo continuerà ad avere una tolleranza crescente per i default delle SOE come parte del proprio impegno complessivo a ridurre i rischi nel sistema finanziario - dice Chan - Crediamo quindi che gli investitori debbano essere cauti nel rinunciare a una quantità eccessiva di spread sul credito sulla base del supporto implicito del Governo, perché quest’ultimo potrebbe reagire a supporto delle SOE solo dopo che i mercati hanno già riprezzato il rischio legato alle incertezze". In ogni caso, secondo lo strategist, da qui in avanti gli investitori nel credito asiatico dovrebbero valutare attivamente le società pubbliche cinesi che emettono debito in dollari sulla base dei fondamentali, dato che il supporto implicito del Governo potrebbe non essere disponibile per quelle più in difficoltà. E in questo contesto, gli investitori strategici hanno l’opportunità di sfruttare le distorsioni nei prezzi attraverso la selezione dei titoli. "Crediamo anche che diversificare l’esposizione nell’area e ottimizzare l’allocazione all’interno di mercati specifici possa aiutare a gestire la volatilità nei periodi di riforma del mercato", afferma Chan. Che conclude: "Ci aspettiamo che gli sforzi di Pechino per efficientare il settore pubblico e ridurre i rischi finanziari proseguirà e ciò avrà come conseguenza una crescente tolleranza per i default, cosa che evidenzia l’importanza di monitorare i nuovi sviluppi e limitare l’esposizione alle SOE meno performanti".

 

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