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De Luca (Gamma Capital Markets), “L'abuso di posizione dominante di Amazon per ora non spaventa i mercati”

La società di Jeff Bezos è accusata da un tribunale Usa di concorrenza sleale perché non permette ai fornitori di accedere ad altre piattaforma di vendita a prezzi inferiori a svantaggio diretto dei consumatori. Secondo lo strategist, una legislazione antitrust potrebbe avere un impatto maggiore rispetto alle azioni legali, che spesso si dimostrano lente e poco efficaci

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Jeff Bezos, patron di Amazon

La potentissima Amazon è stata citata in giudizio negli Stati Uniti per avere intrapreso pratiche anticoncorrenziali. L’accusa è di avere impedito ai produttori di collocare i loro beni o servizi su altre piattaforme a prezzi inferiori compromettendo così la libera formazione del prezzo dei beni veicolati sulle piattaforme online. Secondo l’accusa, infatti, questa “imposizione” può provocare un aumento artificiale dei prezzi per i consumatori in un contesto già in ansia per una ripresa dell'inflazione.

Il gruppo di Jeff Bezos non è nuovo a questo genere di accuse. Amazon ha una posizione dominante, spinta anche e soprattutto dalla grave emergenza sanitaria legata al Covid-19, che ha costretto i consumatori a riversarsi sul principale marketplace. Attualmente, secondo i dati di eMarketer, la quota di mercato si aggira intorno al 50%, seguita da Walmart, che possiede una quota del 7%, e da eBay che supera di poco il 4 per cento. Un dominio di cui però, secondo il procuratore generale di Washingto DC, Karl Racine, avrebbe decisamente abusato. “Amazon è stata infatti citata in giudizio per abuso di posizione dominante nelle vendite online a svantaggio diretto dei consumatori - spiega Carlo De Luca, Responsabile Investimenti di Gamma Capital  Markets - Secondo l’accusa, Amazon prenderebbe accordi vincolanti con le aziende che vendono sulla piattaforma, obbligandole a non abbassare i prezzi sotto quello concordato, definendone così i livelli e assicurandosi un vantaggio reale su tutti”. “In questo modo – aggiunge De Luca - Amazon richiede ai venditori di terze parti di offrire ai propri clienti prezzi uguali o migliori di quelli offerti altrove, persino quelli presenti sugli stessi siti dei rivenditori, considerando che, nei prezzi presenti su Amazon, sono incluse le commissioni del marketplace che in taluni casi possono arrivare anche al 40% del prezzo totale”.

Di tutta risposta, però, il prezzo delle azioni della società non hanno subito grosse variazioni e questo può essere spiegato da diversi fattori. Innanzitutto, come spiega De Luca, Amazon si è difesa chiarendo che i seller hanno totale libertà nello scegliere il prezzo, purché sia coerente con la loro politica di offrire i prodotti migliori a prezzi competitivi sul mercato. “Inoltre va ricordato che, poiché non è la prima volta che big tech come Amazon, Facebook, Google e Apple si trovano a scontrarsi con cause legali di questo genere, sono comunque riuscite sempre a sfuggirne”, aggiunge De Luca.

Ma questa volta c’è un vero e proprio procedimento. E quali potrebbero essere le conseguenze di un’eventuale condanna? “Gli esiti di responsabilità su queste cause sono impossibili da prevedere: i casi di abuso di monopolio sono ad alta intensità di fatti e richiedono un'analisi economica significativa”, spiega De Luca. Che aggiunge: “Tuttavia, ci vorranno probabilmente anni prima che le cause siano risolte. E, anche se venisse accertata la responsabilità, è più probabile un rimedio per la condotta più che una soluzione strutturale: una legislazione antitrust potrebbe avere un impatto maggiore rispetto alle “timide” azioni legali, le quali si dimostrano essere lente e poco efficaci”. “In altre parole, anche se il tribunale dovesse confermare la responsabilità del gruppo di aver monopolizzato o tentato di monopolizzare illegalmente il mercato, è più probabile che saranno rimosse alcune clausole dei contratti e altre misure di condotta più che una presa di posizione definitiva e strutturale, soprattutto perché ciò potrebbe eliminare le efficienze a vantaggio dei consumatori”, conclude De Luca.

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