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E-commerce

I centri commerciali sono finiti? Forse hanno solo traslocato online

Il mercato dello shopping digitale, secondo le stime della società di ricerca eMarketer, dovrebbe raggiungere quest’anno i 5mila miliardi di dollari

L’e-commerce italiano cresce (non solo per il lockdown)

L’80% degli acquirenti digitali italiani effettua, in media, almeno un acquisto online al mese

Il mondo dello shopping è stato rivoluzionato dalla pandemia: la diffusione dell’e-commerce e degli acquisti online ha cambiato profondamente il panorama del commercio globale. A livello mondiale il mercato dello shopping digitale, secondo le stime della società di ricerca eMarketer, dovrebbe raggiungere quest’anno i 5mila miliardi di dollari: solo negli Stati Uniti nel 2020 le vendite online sono cresciute a 795 miliardi di dollari con un incremento del 32,4% sul 2019, quasi il doppio rispetto alle stime che indicavano un +18%. “La pandemia da coronavirus ha accelerato il ritmo della crescita dell’e-commerce nel 2020, alimentando le vendite online su livelli non attesi fino al 2022 e aiutando chi era già presente online a espandersi”, sottolinea Jane Edmondson, co-ideatrice del Global Online Retail UCITS ETF (IBUY), lanciato su Borsa Italiana lo scorso marzo grazie a HANetf, prima piattaforma white-label per ETF in Europa. “Caratteristiche a valore aggiunto come prezzi competitivi, comodità dello shopping, scelta più ampia dei prodotti e consegna rapida hanno consolidato l’e-commerce come una tecnologia rivoluzionaria che non passerà di moda”.

Sono molteplici le ragioni a sostegno di questa tesi: in particolare, osserva Edmondson, “la penetrazione crescente di internet e degli smartphone è uno dei fattori chiave che contribuisce a questa crescita e che consente a più consumatori di acquistare online ovunque e a qualunque ora”. Al giorno d’oggi, spiega l’esperta, “il 63,2% della popolazione mondiale ha accesso a internet”, mentre “le vendite da smartphone hanno toccato i 2.800 miliardi di dollari nel 2020, un aumento del 32% dai livelli del 2019, con più della metà degli acquisti iniziati su questi dispositivi”. A facilitare il processo di acquisto sono “gli schermi più grandi, le applicazioni coinvolgenti e i pagamenti sicuri”, fa sapere Edmondson, secondo cui “lo shopping da cellulare è esploso come canale di acquisto non solo in termini di traffico, ma anche di crescita delle vendite e le stime parlano di più della metà dell’e-commerce che transiterà su mobile entro il 2021”.

Anche come tema di investimento l’e-commerce è in forte ascesa: tecnologie innovative come “i pagamenti elettronici, le consegne veloci, l’intelligenza artificiale e gli acquisti assistiti da una voce guida, così come la realtà virtuale e aumentata continuano a migliorare l’esperienza di acquisto”. Il tutto in un periodo storico in cui la pandemia ha agito da acceleratore, portando “online nuovi acquirenti che non avevano ancora usato l’e-commerce, il che alimenta nuove abitudini come fare la spesa su Internet e nuove preferenze sulla consegna come il ritiro in negozio”, rimarca l’esperta.

Un trend che le riaperture non hanno fermato: come spiega Edmondson, “nonostante il numero dei clienti nei negozi fisici sia cresciuto del 178% nel momento in cui i consumatori europei hanno finalmente potuto tornare nei luoghi dello shopping dopo mesi di chiusura, il traffico dell’e-commerce ha comunque conosciuto una crescita del 2,4% durante lo stesso periodo. Esiste quindi una domanda digitale sostenuta malgrado le riaperture dei negozi”.

Si potrebbe affermare, come ha fatto un consulente di Deloitte, che la perdita di importanza del negozio fisico prelude a un “rinascimento” del commercio al dettaglio. “Il concetto sovverte molte delle idee che hanno guidato a lungo il comportamento umano, sradicando tradizioni, istituzioni e modi di pensare”, osserva Edmondson. “La crescita vertiginosa dell’e-commerce ha portato molti ad affermare che i centri commerciali fossero finiti. Ma a nostro avviso il rinascimento del commercio al dettaglio attraverso lo shopping online dà ai consumatori una scelta di prodotti più ampia, prezzi migliori e maggiore comodità. Insomma, i centri commerciali non sono un retaggio del passato, si sono solo spostati online”

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