Quantcast

scenari | BlueBay Am

Debito Italia, il rialzo dei tassi preoccupa ma un’Europa più unita fa ben sperare

"All'’Italia vengono richiesti meno trasferimenti netti, cosa che potrebbe consentire al Paese di uscire dal deficit di crescita che ha sperimentato negli ultimi anni". Il commento di Kaspar Hense

Investimenti esteri, disimpegno in Italia per 6,3 miliardi

"I dati europei sono stati sorprendentemente positivi di recente, con le economie che stanno lentamente iniziando a riaprire e i trend sulle vaccinazioni in significativo miglioramento. Ciò ha comportato rendimenti obbligazionari più elevati nel Vecchio Continente". Il commento di Kaspar Hense, senior portfolio manager di BlueBay Am

Tuttavia, i timori relativi a un rialzo dei tassi sono aumentati. L’Italia ha un piano fiscale ambizioso per la ripresa, che ha come conseguenza maggiori emissioni e un carico di debito più elevato. L’Italia è anche il Paese che dal punto di vista della sostenibilità fiscale è più vulnerabile a un aumento dei rendimenti.

I mercati sono anche preoccupati che la Bce, che appare ancora politicamente divisa tra i ‘falchi’ del nord e le ‘colombe’ del sud, possa deludere le aspettative in termini di supporto monetario. È probabile che nel meeting di giugno venga rimosso il riferimento a un supporto “significativo”.

I mercati si aspettano una delusione dal Riesame della strategia di politica monetaria della Bce, che dovrebbe essere annunciato a settembre. Inoltre, la congiuntura sarà sfavorevole, con l’inflazione europea che avrà temporaneamente superato il target, lasciando alla Bce meno margine di essere incisiva tanto quanto la Fed.

Tutto ciò si ripercuoterà sui mercati obbligazionari europei. Per cambiare le dinamiche inflazionistiche attuali, le banche centrali devono prima disancorare le aspettative di inflazione.

La Fed al momento lo sta facendo con successo e ciò dovrebbe spingere il tasso di inflazione core oltre il 2% nei prossimi anni. In questo modo, verrebbe rispettato il nuovo target che richiede un’inflazione media del 2%, cosa che farebbe uscire gli Stati Uniti dalla repressione finanziaria e li farebbe entrare in un contesto di investimento più normale con tassi reali positivi.

Viceversa, la Bce con tutta probabilità non riuscirà a disancorare le aspettative, dato il suo atteggiamento più conservativo verso le politiche monetarie. Ciò verosimilmente farà ripiombare l’Europa in un contesto di tassi ancora più negativi durante la prossima contrazione economica.

Detto questo, il framework politico e finanziario dell’Europa è più solido di quanto sia stato negli ultimi anni. Senza il Regno Unito, le divisioni politiche sono diminuite, mentre la pandemia di Covid-19 ha riavvicinato i Paesi europei e l’integrazione fiscale è stata molto più rapida rispetto al passato. 

Per l’Italia, ciò significa che vengono richiesti meno trasferimenti netti, cosa che potrebbe consentire al Paese di uscire dal deficit di crescita che ha sperimentato negli ultimi anni. Ciò si è riflesso anche nella politica italiana: è probabile che Draghi rimarrà in carica fino alle prossime elezioni nel 2023, quando potrebbe essere eletto un altro politico centrista.

Inoltre, la Bce è meno divisa di quanto possa sembrare. Isabel Schnabel si è dimostrata un’aggiunta di valore al board in termini di cooperazione. Nonostante l’attuale aumento dell’inflazione, i ‘falchi’ si sono avvicinati molto alla visione centrista sulle dinamiche inflazionistiche europee, mentre le ‘colombe’ sono politicamente sensibili sotto la guida di Lagarde. 

Alla luce di questi sviluppi, gli spread europei rimarranno probabilmente volatili nei prossimi due mesi, continuando però a muoversi all’interno di un range limitato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo