Quantcast

Mercati

Spence (Capital Group), “Il debito statunitense cresce, ma resta sostenibile”

Secondo lo strategist, ci sono diversi elementi positivi, come i tassi di interesse più bassi della crescita del Pil. Inoltre la posizione degli Usa è rafforzata dallo status privilegiato del dollaro come valuta di riserva globale, che crea domanda incorporata per il debito governativo

A trainarci fuori dal pantano sarà il solito zio d'America

Il debito pubblico degli Stati Uniti è in forte aumento, e le attuali proposte politiche indicano che continuerà a crescere. Il pacchetto di aiuti pandemici da 1.900 miliardi di dollari ha contribuito a portare il deficit degli Stati Uniti sui dodici mesi al 18,6% del Pil, il più elevato dal 1945, e questo rapporto quasi certamente spingerà il debito pubblico americano sopra il picco della Seconda guerra mondiale del 106% del Pil. “Ci sono molti fattori da considerare per capire se questo debito diventerà mai un vero problema. Ma ci sono quattro ragioni per cui credo che il debito federale rimarrà gestibile per il prossimo futuro”, afferma Darrell Spence, economista di Capital Group.

La prima ragione è che i tassi di interesse sono più bassi della crescita del Pil. “Molti economisti credono che le crisi del debito sorgano quando il rapporto debito/Pil supera il 100%. Al di sopra di quel livello, lo stock del debito può iniziare a salire da solo, anche senza ulteriori aggiunte dai deficit in corso”, dice Spence. Finché il tasso d'interesse nominale sul debito è inferiore al tasso di crescita nominale dell'economia, la spirale può essere evitata. Questa è la situazione negli Stati Uniti oggi, ed è probabile che rimanga tale per il prossimo futuro. “Il rischio maggiore potrebbe essere un'impennata sostenuta dell'inflazione che spinga i tassi di interesse ben al di sopra del tasso di crescita del Pil”, spiega Spence.

La seconda ragione che induce a credere che il debito federale potrà rimanere gestibile nel prossimo futuro è che la posizione fiscale degli Stati Uniti sta peggiorando, ma non è un outlier. “La pandemia ha accelerato le tendenze all'aumento del debito in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti – dice Spence - Molti Paesi hanno intrapreso azioni aggressive di politica fiscale e monetaria per attutire l'impatto economico dei lockdown”. Inoltre il rapporto debito/Pil degli Stati Uniti è aumentato bruscamente da poco prima della crisi finanziaria globale del 2008-2009, ma è ancora al di sotto di quello del Giappone di un ampio margine, e non è molto superiore a quello del Regno Unito e della zona euro. “Dal punto di vista di chi investite nel debito sovrano, questo significa che gli Stati Uniti non sono un outlier significativo in termini di sostenibilità del debito", dice SPence. Che aggiunge: "Inoltre la posizione relativa degli Usa è anche rafforzata dallo status privilegiato del dollaro come valuta di riserva globale, che crea un livello significativo di domanda incorporata per il debito del Tesoro Usa e altre attività denominate in dollari”.

La terza ragione è che i governi hanno diversi strumenti a disposizione per ridurre il debito, che vanno da un aumento delle tasse, al taglio della spesa, o entrambi. “Nel breve termine, mentre le aliquote fiscali individuali e aziendali potrebbero salire modestamente, è probabile che anche la spesa pubblica aumenti. Questo non deve necessariamente essere negativo per il deficit", commenta Spence. Che spiega: "Nella misura in cui l'economia statunitense vede livelli più alti di produttività e innovazione come risultato, potrebbe aumentare la crescita, e quindi le entrate fiscali. E questo non è così difficile da immaginare in un'era di rapido cambiamento tecnologico”, commenta Spence. Infine, la politica monetaria può adattarsi alle condizioni mutevoli: “La recente mossa della Fed verso l'obiettivo dell'inflazione media, più i suoi segnali che i tassi bassi e gli acquisti di asset rimarranno in vigore, sostengono una maggiore crescita del Pil nominale rendendo il livello del debito federale più sostenibile”, spiega lo strategist. Per concludere, la risposta del governo federale alla pandemia ha riportato a livelli di debito mai visti dalla Seconda guerra mondiale. “Ma una crisi del debito nasce quando gli investitori non sono più disposti ad acquistare il debito di un Paese. Ed è improbabile che questo accadrà negli Stati Uniti nel prossimo futuro”, conclude Spence.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo