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Tempo di bilanci

Fondi pensione e casse di previdenza, risorse oltre i 290 miliardi

Secondo la relazione annuale Covip, a fine 2020, il totale degli iscritti alla previdenza complementare era di 8,4 milioni, in crescita del 2,2% rispetto all'anno precedente, per un tasso di copertura del 33% sul totale delle forze di lavoro

Il presidente di Covip, Mario Padula

Il presidente di Covip, Mario Padula

Si è tenuta oggi a Roma presso la Camera dei deputati la presentazione della Relazione annuale sull'attività svolta dalla Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) nel 2020 e sulla situazione dei settori di competenza. Oltre a illustrare lo stato dei settori vigilati (fondi pensione e casse di previdenza), le cui risorse hanno complessivamente superato 290 miliardi di euro riguardando oltre dieci milioni di soggetti tra iscritti e pensionati, il presidente della Covip, Mario Padula, si è soffermato sulle prospettive evolutive di tali settori, anche alla luce dell'attuale situazione. Alla fine del 2020, i fondi pensione in Italia erano 372: 33 fondi negoziali, 42 fondi aperti, 71 piani individuali pensionistici (pip) e 226 fondi preesistenti; nel totale non è più incluso Fondinps a seguito della sua soppressione e del conferimento al fondo cometa delle posizioni degli iscritti e dei flussi futuri di tfr. Il numero delle forme pensionistiche operanti nel sistema è in costante riduzione. Oltre venti anni fa, nel 1999, le forme erano 739, quasi il doppio.

A fine 2020, il totale degli iscritti alla previdenza complementare era di 8,4 milioni, in crescita del 2,2% rispetto all'anno precedente, per un tasso di copertura del 33% sul totale delle forze di lavoro. Le posizioni in essere sono 9,3 milioni (inclusive di posizioni doppie o multiple, che fanno capo allo stesso iscritto). I fondi negoziali contano 3,2 milioni di iscritti, quasi 1,6 milioni sono gli iscritti ai fondi aperti e 3,3 milioni ai pip ''nuovi'; poco più di 600.000 sono gli iscritti ai fondi preesistenti. Gli uomini sono il 61,7% degli iscritti alla previdenza complementare (il 73% nei fondi negoziali), nel solco di quel gender gap che si è già manifestato negli anni scorsi. Si conferma anche un gap generazionale: la distribuzione per età vede la prevalenza delle classi intermedie e più prossime all'età di pensionamento: il 51,6% degli iscritti ha età compresa tra 35 e 54 anni, il 31% ha almeno 55 anni. Quanto all'area geografica, la maggior parte degli iscritti risiede nelle regioni del Nord (57%).

Alla fine del 2020, le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari si attestano a 198 miliardi di euro, in aumento del 6,7% rispetto all'anno precedente: un ammontare pari al 12% del pil e al 4,1% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. I contributi incassati nell'anno sono pari a circa 16,5 miliardi di euro. In tutte le forme pensionistiche complementari che raccolgono adesioni il flusso di contributi del 2020 è risultato maggiore, seppur di poco, rispetto al 2019: ne sono affluiti 5,5 miliardi ai fondi negoziali (+2,9%), 2,3 miliardi ai fondi aperti (+5,9%), 4,6 miliardi ai pip (+1,6%) e 3,9 miliardi ai fondi preesistenti (+0,2%). I contributi per singolo iscritto ammontano mediamente a 2.740 euro nell'arco dell'anno. Il 27,4% del totale degli iscritti alla previdenza complementare (circa 2,3 milioni) non ha effettuato contribuzioni nel 2020. Circa un milione di individui non versa contributi da almeno cinque anni. Su tale fenomeno, peraltro, incide in misura significativa il meccanismo delle adesioni contrattuali nei fondi negoziali, particolarmente con riguardo a settori, come quello edile, caratterizzati da elevata discontinuità occupazionale.

Le voci di uscita per la gestione previdenziale ammontano a 8,6 miliardi di euro. Le prestazioni pensionistiche sono state erogate in capitale per 3,4 miliardi di euro e in rendita per circa 600 milioni di euro. I riscatti sono pari a 1,7 miliardi di euro e le anticipazioni a 1,8 miliardi di euro), in gran parte riferite a causali diverse dalle spese sanitarie o dall'acquisto o ristrutturazione della prima casa. Nell'anno sono state erogati circa 900 milioni di euro di rendite integrative temporanee anticipate (rita), per lo più concentrate nei fondi pensione preesistenti. L'allocazione degli investimenti effettuati dai fondi pensione (escluse le riserve matematiche presso imprese di assicurazione e i fondi interni) registra la prevalenza della quota in obbligazioni governative e altri titoli di debito, per il 56,1% del patrimonio: il 17,5% sono titoli di debito pubblico italiano.

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