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Crisi

Banca del Sud in amministrazione straordinaria

La protesta della Fondazione Banco di Napoli: un ennesimo esempio di depauperamento del Mezzogiorno

tribunale

Con provvedimento in data 11 giugno 2021, la Banca d’Italia, nell’esercizio dell’azione di vigilanza, ha disposto lo scioglimento degli Organi con funzioni di amministrazione e controllo di Banca del Sud S.p.A., con sede legale in Napoli, e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi dell’articolo 70, comma 1, del Testo Unico Bancario. È quanto si legge in un comunicato sul sito web della stessa Banca del Sud.

La misura di intervento precoce è stata disposta con l’obiettivo di assicurare un adeguato presidio dell’operatività della banca e di ripristinare condizioni di sana e prudente gestione. Con il medesimo provvedimento sono stati nominati il dott. Paolo D’Alessio e l’avv. Livia Casale, quali Commissari straordinari; l’avv. Andrea Grosso, il dott. Domenico Posca e il prof. avv. Stefano Delle Monache, quali componenti del Comitato di Sorveglianza.

La gestione di Banca del Sud è stata temporaneamente affidata a tali Organi (insediatisi il 12 giugno 2021), ai quali sono demandati il presidio della situazione aziendale e la individuazione di soluzioni a tutela dell’interesse dei depositanti e della sana e prudente gestione, e rimane soggetta alla vigilanza ordinaria svolta dalla Banca d’Italia. Banca del Sud prosegue la propria attività corrente.

La clientela e i depositanti, pertanto, possono continuare ad operare presso gli sportelli con la consueta fiducia

“Il commissariamento della Banca del Sud? Un ennesimo esempio di depauperamento del Mezzogiorno”. È quanto si legge in una nota diffusa Consiglio di amministrazione della Fondazione Banco di Napoli. Ecco il testo integrale del comunicato.
“Niente di nuovo sotto il sole. La storia si ripete ogni qual volta l’attenzione della vigilanza sia rivolta ad una banca meridionale. Scattano pregiudizio e diffidenza per il sol fatto dell’origine nel Mezzogiorno d’Italia e della lontananza dai centri influenti della Finanza italiana. L’aver commissariato Banca del Sud – un istituto che aveva oggi concrete opportunità per riavviare il proprio percorso dopo alcuni anni di rallentamento nell’attività creditizia, a soli 40 giorni dall’insediamento del nuovo cda – non può dirsi risponda ad una proficua regolazione e tutela del mercato. Sappiamo, per averne notizia diretta, che Banca del Sud aveva ricevuto offerte vincolanti che consentivano di rafforzarne il capitale in termini molto significativi – e ben oltre quanto richiesto dalle norme di settore – potenzialmente idonee ad assicurare un futuro di sviluppo in vantaggio dei territori di riferimento. Un commissariamento che singolarmente cade all’indomani della convocazione dell’Assemblea dei soci per la valutazione dell’offerta di rafforzamento e che impedisce così alla Banca di procedere con gli strumenti naturali del mercato. Si è così sovrapposto agli ordinati mezzi dell’autonomia privata il potere forte dell’autorità, proprio quando si era sul punto di ricreare favorevolissime condizioni di operatività per la Banca del Sud. Una scelta che spinge purtroppo a sconfortanti interrogativi.
Una storia che ricorda, mutatis mutandis, la devastazione del Banco di Napoli e del suo immenso patrimonio; una storia che porta ad osservare come gli Istituti che raccolgono ricchezza nel meridione finiscano troppo di frequente con il soddisfare i bilanci di banche, talora più importanti, ma sempre lontane e dunque sorde alle esigenze delle realtà territoriali.
La Fondazione Banco di Napoli s’è sempre opposta a queste pratiche che conducono al depauperamento di un Sud, già molto svantaggiato in termini di divario infrastrutturale e nei servizi. La Fondazione ha di recente agito in giudizio per la questione che riguardò a suo tempo il Banco di Napoli; non mancherà di fare, anche oggi, tutto ciò che occorra, avversando in tutte le competenti sedi il commissariamento disposto per Banca del Sud, così da dar voce a quanti in questo piccolo istituto hanno creduto ed hanno investito, nella prospettiva di sostegno dell’economia locale”.

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