Quantcast

Mercati

Robin (Natixis), “Il chip è il nuovo petrolio”

Con l'emergere di nuove tecnologie, e la crescita del 5G, dei veicoli elettrici e delle criptovalute, la domanda strutturale di semiconduttori continuerà a essere forte. Data la spinta degli Stati Uniti a fare leva sul proprio vantaggio nel settore, c'è il rischio di finire con due ecosistemi separati con enormi costi per ambo le parti, ma forse di più per la Cina

Chip sottopelle, una nuova grana per la privacy

Partendo dall'intelligenza artificiale per arrivare ai veicoli elettrici, il mondo si sta dirigendo verso una nuova era, in cui il semiconduttore sarà centrale come lo fu il petrolio nella precedente rivoluzione industriale. Come spiega in un report Jean-François Robin, Head of Global Markets Research, i chip hanno anche assunto un ruolo fondamentale nella narrativa sulla sicurezza della catena di approvvigionamento nella nuova competizione strategica tra gli Stati Uniti e Cina. “Pertanto, costruire il collegamento tra l'industria dei semiconduttori e la geoeconomia è sempre più rilevante per il mondo e per l'Asia, che è la più grande fonte di domanda di chip”, dice Robin.

I chip sono infatti lo spartito della grande sinfonia tecnologica che ci aspetta. E la domanda guidata da pandemia, guerra commerciale tra Washington e Pechino e carenza di offerta hanno contribuito all’impennata dei prezzi dei chip. “Mentre parte della scarsità è determinata da una temporanea domanda repressa, la crescita a medio termine della tecnologia 5G, dei veicoli elettrici e delle criptovalute indicano tutti un aumento strutturale della domanda con potenziale implicazioni per l'inflazione”, spiega Robin. Inoltre, come spiega lo strategist, la carenza di chip è un campanello d'allarme per il mondo per affrontare la fragilità della catena di fornitura dei semiconduttori, con alcune aree chiave di produzione concentrate in poche aziende e località. “Tale fragilità si è acuita per la spinta di diverse amministrazioni Usa (da quella di Trump, seguito da Biden) per contenere la Cina nel suo tallone d'Achille, vale a dire la sua dipendenza dal mondo per semiconduttori - dice Robin - Il governo cinese, e più recentemente l'Ue, si stanno infatti affrettando a versare denaro nella produzione di chip, ma è improbabile una piena integrazione verticale da parte di una singola economia”.

Alla luce dei massicci investimenti annunciati da diversi governi e aziende, una potenziale preoccupazione è se a un certo l’offerta potrà superare la domanda. Se usiamo l'esempio dei chip di memoria, l'eccesso di capacità è stata la conseguenza dei pesanti investimenti in risposta alla domanda potenziale, con i prezzi dei chip di memoria crollati del 50% nel 2018. “Questa volta l'enorme investimento in Cina potrebbe rendere probabile l'eccesso di capacità solo all'estremità inferiore dello spettro dei semiconduttori. Per i chip di fascia alta, un potenziale scudo è il collo di bottiglia della Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) e di ASML, che è l'unico produttore di apparecchiature per litografia a ultravioletti estremi (EUV)”, spiega Robin. Questo strumento è importante in quanto l'offerta è molto limitata e costituisce una parte fondamentale nella corsa alla più piccola scala nanometrica, necessaria per l'intelligenza artificiale, i data center, i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS), il calcolo ad alte prestazioni, le comunicazioni 5G e gli smartphone. Secondo lo strategist è improbabile che la concorrenza tra Stati Uniti e Cina svanisca e ciò potrebbe avere un impatto sulla produzione di semiconduttori, destinata a favorire alleanze e flussi di investimento. “Data la spinta degli Stati Uniti a fare leva sul proprio vantaggio nei semiconduttori per contenere la Cina, c'è il rischio di finire con due ecosistemi separati con enormi costi per ambo le parti, ma forse di più per la Cina”, spiega Robin. Che conclude: “La biforcazione è una probabile realtà in futuro, e sarà molto costosa dato l'elevato grado di integrazione esistente”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo