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Con il crowdfunding Trusters ha reso “pop” l’investimento in mattoni

Intervista con Andrea Maffi, promotore e ceo della piattaforma on-line che in tre anni ha raccolto 16 milioni da 5000 investitori finanziando 128 progetti

Con il crowdfunding Trusters ha reso “pop” l’investimento in mattoni

INVESTIRE IN GRANDI operazioni immobiliari ma senza dover mobilitare grandi capitali; e rientrare con soddisfazione dall’investimento con facilità, in un termine di tempo medio di 10 mesi, e con un rendimento annuo che finora è stato del 9,2%: è l’ottimo risultato conseguito dai circa 5000 investitori che hanno creduto in Trusters, ovvero nella quarta piattaforma italiana di crowdfunding immobiliare per raccolta – 16 milioni di euro dalla fondazione, nel dicembre 2018, ad oggi – ma nettamente la prima per numero di deal, cioè per la quantità dei progetti finanziati: «È un nostro punto d’orgoglio», conferma a Investire Today Andrea Maffi (nella foto), il Ceo che ha fondato la società e la gestisce con un team affiatato di professionisti: «Abbiamo già finanziato 134 progetti, di cui 50 già rimborsati agli utenti iscritti in piattaforma che hanno partecipato alle raccolte: ovvero circa il 40% di tutti i progetti immobiliari finanziati in crowdfunding in Italia! Noi supportiamo le esigenze di finanziamento delle società proponenti i progetti immobiliari fino a un tetto max del 50%; siamo dunque uno strumento complementare o integrativo alle forme di finanziamento tradizionale». E così Trusters ha già smaltito tutte le 27 operazioni che aveva proposto ai suoi utenti nel primo anno d’attività, e complessivamente sono 49 le operazioni già rientrate, con questa media interessantissima del 9,2% di rendimento annuo: «Sottolineo che il 100% dei progetti presentati sulla nostra piattaforma, ad oggi 134, sono stati finanziati, non c’è nessuna raccolta che non si sia chiusa» aggiunge Maffi. «Se la raccolta non viene completata nei tempi e nelle quantità previste, i soldi vengono rimborsati ai finanziatori, ma questa casistica, di mancato completamento della raccolta, non si è mai verificata».


Andiamo ai fondamentali: qual è la soglia minima di investimento richiesta ?

La soglia minima per finanziare i progetti presenti in piattaforma è generalmente di 250 euro, il singolo importo medio finora registrato è di circa 1000 euro.

Come trovate gli investitori?

Attraverso la nostra piattaforma! È uno strumento essenziale, ed è stata strutturata per garantire all’utente la massima semplicità d’uso a costo zero. Ovviamente la parte un po’ impegnativa è quella dell’accreditamento, che non può essere semplificata più di tanto perché è regolata per legge ed è mediata da un istituto di pagamento: noi abbiamo scelto Lemon Way, un istituto francese che si è specializzato nell’attività per le piattaforme dicrowdfunding. Per il resto, a parte l’on-boarding, tutto il processo, una volta autorizzati a partecipare al finanziamento dei progetti, si rivela di una semplicità assoluta.

Come e quanto dialogate con i vostri investitori?

Abbiamo predisposto diversi canali di comunicazione, tra cui newsletters periodiche per tenere i nostri utenti sempre aggiornati, una chat dedicata e un ufficio di customer care disponibile per ogni richiesta di supporto.

Come avete trovato 5000 investitori in un segmento fino a poco fa sconosciuto in Italia?

Sin dalla partenza abbiamo puntato sulla trasparenza e sulla comunicazione: passa parola, attività strutturate di PR, strategie e piani di comunicazione e marketing ben studiati, miscelando press, digitale e fisico, organizzando eventi, divulgando informazioni corrette... monitorando settimanalmente l’andamento dei KPI della piattaforma, migliorando l’infrastruttura tecnologica e la reportistica agli utenti, innovando i prodotti, ossia le tipologie di progetti immobiliari presentati, non solo residenziali e non solo a Milano, per rispondere alle diverse esigenze di mercato, non solo degli utenti e delle società di real estate, ma anche del territorio, in termini di valorizzazione, anche turistica, e di riqualificazione urbana e del patrimonio immobiliare, e tanto lavoro, anche di ricerca e monitoraggio costante delle novità del comparto fintech, real estate e innovazione digitale. Adesso, con il track- record che abbiamo, posso dirle che stiamo aggiungendo circa 300 nuovi finanziatori al mese. E ciascuno diventa il testimonial della validità di un processo che funziona. Abbiamo fatto tanta semina, abbiamo incontrato tante persone, predisposto business plan e una road map strutturata che ci hanno consentito anche di allargare la compagine societaria e che stiamo seguendo in modo puntuale e con impegno verso obiettivi chiari e di grande respiro. Il successo è arrivato grazie al mix di tutti questi strumenti... Poi tutto confluisce sulla piattaforma che, con la sua chiarezza, aiuta a comprenderne il funzionamento e a operare in modo semplice ed autonomo. Una volta entrato, chiunque, da solo, capisce cosa fare. Del resto, la nostra non è una piattaforma di trading on-line, è una community dove poter scoprire e valutare delle proposte di finanziamento di progetti immobiliari presentate da società che operano nel real estate. Di solito apriamo due raccolte a settimana, otto al mese: insomma, diamo modo a chi vuole finanziare progetti immobiliari, con un ritorno interessante in termini di rimborso di capitale e di interessi maturati, di fare scelte ben ponderate e di diversificare, riducendo il rischio e valorizzando il patrimonio.

Il passaggio chiave per permettere di scegliere?

È il racconto del progetto: ci teniamo che venga fatto direttamente dalle società sviluppatrici e non mediato da piattaforma, che è semplicemente un canale di presentazione dell’offerta.

Può spiegare a un potenziale investitore che Trusters non espone a rischi eccessivi?

Tutti sanno che nell’immobiliare non esistono forme di garanzia pubblica, come invece accade per i conti correnti bancari. E quindi noi ci siamo fatti un punto d’onore nell’assicurare la massima garanzia di mercato possibile. Utilizzando tre diversi strumenti. Il primo è la due diligence che facciamo su ogni proposta di raccolta che inseriamo in piattaforma. Significa fare un’analisi contabile, industriale e finanziaria del progetto per accertarci dell’affidabilità, della solidità finanziaria e patrimoniale e della professionalità del soggetto che propone il progetto e la solidità del progetto presentato. Poi procediamo ad un audit completo dell’iniziativa: quindi verifichiamo business plan, parte tecnico-normativa, conformità urbanistica, accertamento del valore atteso. Una volta smarcata questa fase, realizziamo per ogni progetto un’apposita scheda informativa che espone al potenziale finanziatore (l’utente della piattaforma, ndr) il business plan del progetto stesso, la previsione di Roi (Ritorno sull’investimento, ndr) annuo, durata prevedibile dello sviluppo del progetto e tutti gli altri indicatori utili per procedere in modo consapevole. A quel punto Trusters organizza dei webinar di presentazione del progetto da parte del proponente e ulteriori webinar di aggiornamento con informazioni periodiche dal cantiere in modo che gli utenti siano al corrente dell’andamento dei lavori. Un processo complesso ma limpido, la cui trasparenza informativa viene garantita anche con l’uso della tecnologia blockchain (a questo link ulteriori dettagli: https://www.trusters.it/ transazioni-blockchain, ndr).

Sapete anche valutare i rischi?

Oltre alla due diligence svolta dal nostro team di specialisti esperti nella valutazione del rischio connesso agli asset immobiliari, per l’analisi creditizia, utilizziamo un report di un istituto terzo, che lavora sostanzialmente valutando i bilanci degli ultimi tre anni, restituendoci un punteggio al di sotto del quale non facciamo on boarding. Tutto ciò viene raggruppato in un unico rating di rischiosità, non solo per semplicità, ma anche nel rispetto delle best practise, che media tra questi 3 livelli di analisi, ed è reso scaricabile e visionabile da chiunque.

Quindi preferite progetti che espongono gli investitori a rischi contenuti?

Sì perché noi abbiamo concepito Trusters per operazioni semplici, veloci, esponendo a un rischio minimo gli utenti, cioè per una parte più piccola; mediamente per il 50% dell’esigenza complessiva di finanziamento richiesta dalla società proponente. Con questo metodo che predilige molte operazioni di piccole dimensioni, mediamente il taglio è pari a 200.000, la chiusura del finanziamento avviene in tempi rapidi, mediamente 7 giorni, e il rimborso entro un termine medio di 10 mesi.

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