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Tedeschi, il “pioniere”: «I nostri clienti sanno quel che fanno»

L’amministratore delegato della prima piattaforma di trading on-line nata in Italia, tuttora indipendente, ripercorre le tappe di un boom che viene da lontano e che prosegue

Tedeschi, il “pioniere”: «I nostri clienti sanno quel che fanno»

«L’attitudine all’investimento fai-da-te in Italia c’è sempre stata. Internet ha però rappresentato, e più che mai rappresenta oggi, una vera prateria tutta da percorrere al galoppo per chi ama fare autonomamente le proprie scelte sui mercati finanziari»: Vincenzo Tedeschi, amministratore delegato di Directa Sim, può a buon titolo essere considerato uno dei pochi veri pionieri delle piattaforme per il day trading. Oggi guida appunto uno dei primissimi “broker online” del mondo, una società fondata con questa specializzazione nel ’95, addirittura tre anni prima di Google. Tedeschi del resto - 22 anni fa, a 27 anni - era già nel team manageriale di un’altra banca pionieristica, IwBank, oggi confluita attraverso Ubi nel gruppo Intesa Sanpaolo.


Insomma, Tedeschi, lei è un oioniere del trading on-line in Italia, dove ha anche curato lo start up della succursale Italiana di un importante player internazionale come Binck Bank. Adesso però sembra iniziata l’età dell’oro! Che ne pensa?

Nel corso degli anni Internet ha rivoluzionato le abitudini per gli amanti del fai da te in tutto e per tutto, dai viaggi, ai libri, ai ristoranti. La gente si è abituata ad essere protagonista delle proprie scelte, e vuole esserlo sempre di più: attraverso i social si confronta, si informa, discute. Ed oggi questa autonomia, questo protagonismo, si è esteso anche al mondo degli investimenti per fasce crescenti di popolazione.

Directa però l’aveva capito da tempo…

Inizialmente questo protagonismo aveva altri canali per esprimersi, sia pure su scala molto più ridotta: i cosiddetti borsini delle banche, dove i risparmiatori andavano personalmente a impartire i loro ordini e a seguirne l’esecuzione, e poi il canale telefonico. Poi la diffusione di internet in Europa dal 98 in qua ha spostato il focus sulla rete. Ma possiamo dire che quanto restava delle metodiche tradizionali è tramontato nel 2020 con la pandemia e il conseguente lockdown: oggi il fai-da-te è solo online.

E dunque con la pandemia e il lockdown c’è stato il boom?

C’è stato più tempo, più privacy, in fondo per alcune fasce della popolazione anche più liquidità, vista la frenata su tante altre spese determinata dal lockdown. Così è cresciuta la voglia di far da sé: grazie alle nuove abitudini di vita è nata la consapevolezza dell’opportunità offerta dal trading e dall’investing online.

Quindi non ne fa una questione tecnologica?

Le tecnologie erano efficientissime anche nel 2019.  La novità è stata culturale, il protagonismo individuale sta prendendo il sopravvento – e sarà sempre di più così - rispetto al comportamento conformista imitativo delle masse guidate da pochi trend-setter. Certo, possono ancora capitare episodi che ricorderanno il comportamento gregario del famigerato parco buoi, ma sempre meno. Le persone adesso si sentono autonome, consapevoli e sanno di poter avere il destino nelle loro mani. Naturalmente la capillare diffusione di alcune tecnologie – in particolare gli smartphone e la banda larga – aiuta: pensiamo che ci sono ormai operatori app-only, addirittura privi di qualsiasi sito web di impostazione tradizionale. Il futuro è pensare anytime, anywhare, alwayson. Da poco Directa ha attivato, ad esempio, il trading nel weeked sulle crypto.

Ecco, ma osservando questa clientela più capillare e attiva, cosa risulta, dall’osservatorio eccezionale di Directa, che oltretutto è l’unica grande piattaforma indipendente italiana?

I nostri clienti sono in gamba. Operano sempre più spesso in un’ottica di medio o lungo periodo, non soltanto intraday, e scaglionano gli investimenti, riducendo al minimo l’utilizzo della leva, evitando per lo più i prodotti complessi e puntando prevalentemente sui titoli azionari e sugli Etf. Ecco direi che c’è molto stock-picking e molti Etf.

Avremo anche in Italia fenomeni a cavallo tra social-network e day-trading come quelli americani di Reddit o Robinhood?

Siti in cui si parla di trading ce ne sono già, e da tempo, ma casi come quelli che ha citato in Italia sono improbabili, perché i numeri sono diversi, e non bastano ad influenzare il mercato: quei siti negli Usa sono utilizzati da milioni di persone.

A proposito: quanti italiani fanno da sé in Borsa, anche ora che il lockdown duro è finito?

Non è un dato noto, penso che oggi ci sia tra il mezzo milione e il milione di italiani autonomamente attivi ogni settimana in Borsa. Ma aumenteranno ancora, e molto: oltretutto, per la progressiva chiusura di molte filiali bancarie e la sempre maggiore diffusione di strumenti semplici. Ad esempio Directa ha introdotto i Pac in Etf.

Quale strategia sta seguendo Directa per crescere ancora approfittando di questa corrente ascensionale?

Directa in tutti questi anni è rimasta fortissima sul mercato degli heavy trader, ma ora stiamo offrendo opportunità sempre migliori anche agli investitori un po’ meno attivi ma decisi a investire nel lungo periodo. Abbiamo rinnovato il sito web, il nostro linguaggio di comunicazione, il modo in cui parliamo al cliente. Ci rivolgiamo anche ad un pubblico più giovane, e abbiamo modificato in chiave di efficienza e semplicità i processi interni. Stiamo dando attenzione a prodotti d’investimento di lungo periodo, Etf e azioni internazionali, presidiando al meglio anche territori storici di competenza dei trader e delle piattaforme più evolute. E la base clienti cresce: in un anno e mezzo l’abbiamo quasi raddoppiata a quota 40 mila.

Quali gli ultimi prodotti lanciati?

In questo periodo assistiamo ad un forte interesse per le crypto. Penso ad esempio agli ETP quotati in Germania : 10 prodotti di 4 emittenti diversi con sottostante crypto. Abbiamo anche una partnership importante con 21 Shares che ci permette di offrire la negoziazione gratuita: uno di questi è sul Bitcoin. Accanto agli Etf abbiamo i Cfd, per clienti più speculativi che investono a leva, per le quali come dicevo abbiamo aperto il trading anche nel weekend, quindi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. E nel weekend ci sono molti scambi!

Ma che ne pensa del boom altalenante delle criptovalute?

Anche l’argento e l’oro sono minerali largamente disponibili in natura, eppure quotano cifre stratosferiche. Chiaramente non sono paragonabili per storia alle “valute informatiche”. Qualunque attribuzione di valore ha in sé qualcosa di soggettivo e di sociale. Oggi le cripto sono talmente condivise e così vastamente accreditate che si stanno autolegittimando, a dispetto delle critiche di alcune autorità e della volatilità. Del resto, ormai quasi tutti i grandi soggetti istituzionali investono in criptovalute: fondi, sgr e grandi banche. Il nostro punto di vista è agnostico, offriamo tutto quello su cui c’è interesse, non ci poniamo in ottica di consulenza o gestione, ma intermediamo le scelte di investimento autonome di trader e investitori.

«Siamo forti con gli heavy trader, ma stiamo offrendo opportunità sempre migliori anche agli investitori meno attivi ma decisi a investire nel lungo»

Giancarlo Marino, co-amministratore delegato Directa Sim

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