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Chardon (Banca Lombard Odier), “Le mosse vincenti in caso di inflazione prolungata”

Secondo la strategist, l’aumento dei prezzi è temporaneo e dovrebbe rallentare alla fine del terzo trimestre. In caso contrario, il consiglio è ridurre la duration dei portafogli a reddito fisso privilegiando il tasso variabile, e cavalcare la volatilità dell’azionario puntando sui settori ciclici e sui titoli value

 L'inflazione è manna per gli obbligazionari

L'aumento dell'inflazione a breve termine, fattore che sta tenendo alta la guardia dei mercati, sembrerebbe più un banco di prova della ripresa post-pandemica che non un vero e proprio cambiamento economico fondamentale. Come spiega Sophie Chardon, Senior Cross-Asset Strategist di Banque Lombard Odier, la natura transitoria dello stimolo fiscale guidato dalla domanda dovrebbe rallentare o addirittura invertirsi entro la fine del terzo trimestre, mentre le tensioni sul mercato del lavoro dovrebbero rimanere limitate a settori specifici. “Naturalmente, qualsiasi impennata sostenuta dell'inflazione, alimentata da un mercato del lavoro forte, ci farebbe entrare in un nuovo regime economico. E se ciò dovesse accadere, la reazione della Federal Reserve sarebbe fondamentale”, spiega Chardon.

In questo ipotetico scenario di inflazione prolungata, la raccomandazione della strategist è naturalmente di ridurre ulteriormente la duration dei portafogli a reddito fisso e di privilegiare i titoli a tasso variabile, nonché tutte le strategie steepeners che potrebbero beneficiare di un irripidimento della curva. Ma che cosa accadrebbe invece ai mercati azionari nel caso fossero colpiti da un periodo prolungato di inflazione? Come spiega Chardon, anche se la storia dimostra che l'asset class supera i mercati obbligazionari in questo contesto, l'inflazione può comunque agire come un vento contrario per le valutazioni quando i mercati prevedono un inasprimento della politica monetaria della Fed e tassi di interesse reali più elevati. “A seconda del ritmo del movimento dei tassi reali, si dovrebbero mettere in conto episodi di volatilità. E gli investitori dovrebbero quindi privilegiare l'esposizione alle azioni value, ai settori più ciclici e ai titoli che godono di potere di prezzo nel loro settore”, afferma Chardon.

In ogni caso, secondo la strategist, all'interno degli asset alternativi, i metalli industriali, le infrastrutture e il settore immobiliare sono i meglio posizionati per coprire i portafogli da un superamento dell'inflazione. Infine, nel caso si dovesse assistere a una riduzione precoce degli stimoli monetari oppure a un "lift-off", ovvero un decollo prematuro dei tassi delle Banche centrali, un brusco movimento dei tassi reali porterebbe a un rafforzamento del dollaro Usa che, come spiega Chardon, a sua volta peserebbe, almeno temporaneamente, sugli asset dei Mercati Emergenti.

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