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De Negri (Cirdan Capital), “Biden mette nel mirino Big Tech. E i prezzi dei titoli del Nasdaq saranno messi a dura prova”

La nomina di Lina Kahn all’Antitrust Usa cambia le prospettive sulle valutazioni dei titoli tecnologici sia per il fenomeno dei tassi in aumento, sia per il maggiore presidio strategico delle informazioni voluto dal governo americano

Il Nasdaq compie 50 anni Il futuro sono gli indici personalizzati

Antonio De Negri, founder e ceo, Cirdan Capital.

Semaforo rosso su Big Tech. Il vento è cambiato e anche l’amministrazione Biden ha messo nel mirino i colossi del web a causa della loro posizione dominante. Come? Nominando Lina Khan, professore della Columbia University Law School, alla testa della Federal Trade Commission (Ftc), la più importante fra le authority che si occupano di monopolio. La scelta della Kahn, che molti definiscono una "pasionaria" della libera concorrenza, è solo l’ultimo segnale di un ripensamento nella parte democratica degli Stati Uniti, rimasta a lungo sorda ai richiami della vecchia amministrazione Usa, sullo strapotere di Big Tech. “Prepariamoci a una guerra ai colossi dei "big data" e al monopolio tech, che rischia di bloccare la crescita del Paese”, è il commento di Antonio De Negri, Founder e CEO di Cirdan Capital.

Insomma, anche la presidenza Biden ha finalmente capito i rischi dei monopoli tecnologici scegliendo una figura ben determinata a ridimensionare il loro potere e la loro influenza che tocca ambiti sensibili della società e della convivenza democratica degli Stati Uniti. Lina Kahn, trentaduenne di origini pakistane, ha infatti a studiato a lungo il fenomeno del "predatory pricing", quello che ha consentito per esempio ai Rockfeller di diventare dominanti nel settore del petrolio nel dopoguerra e ad Amazon (alla quale ha dedicato un intero saggio) di diventare monopolista nonché infrastruttura obbligatoria degli acquisti - e soprattutto dei dati - del consumatore americano. “Un rischio troppo grande per la crescita del mercato”, commenta De Negri. Che ora ritiene necessaria molta prudenza sulle valutazioni dei titoli tech, sia per il fenomeno dei tassi in aumento che per il maggiore presidio strategico delle informazioni voluto dal governo americano. “Amazon, Facebook, Microsoft, Google, Apple, solo per citarne alcuni, dovranno scontare un nuovo "ambiente operativo" più costoso finanziariamente, e più vincolante in termini di operatività commerciale, specie se in dumping per aumentare le quote di mercato”, spiega De Negri. Che conclude: “I prezzi dei titoli tech del Nasdaq ne risentiranno o saranno comunque messi a dura prova”.

 

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