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Recovery Fund

De Bellis (Equita), “Lo sviluppo dei mercati dei capitali è cruciale per il Pnrr”

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un pacchetto di stimolo e di idee di investimento senza precedenti. Ma per finanziare gli ambiziosi progetti di crescita ci sarà bisogno anche di mercati più liquidi, più accessibili e più e competitivi per le aziende. Ecco i titoli favoriti dal Piano

De Bellis (Equita), “Lo sviluppo dei mercati dei capitali è cruciale per il Pnrr”

“Piano ambizioso e lungimirante, che ha l’appoggio totale della Commissione Ue. L’Italia è un modello per la ripresa”. Con queste parole la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato ieri nella sede di Cinecittà il via libera formale al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e quindi ai 191,5 miliardi di euro (68,9 di sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 di prestiti) fino al 2026 destinati all’Italia dal piano Next Generation Eu (NGEU). La prima tranche da 24,89 miliardi arriverà entro fine luglio, dopo l’approvazione del piano da parte del Consiglio Ue, che ha quattro settimane per approvare il piano.

Come noto l’Italia è la prima beneficiaria in valore assoluto del NGEU: il solo Recovery and Resilience Fund rappresenta il 9,5% circa del Pil nazionale, a cui si aggiungono 30 miliardi (pari all'1,5% del Pil) destinati dal Governo, attraverso uno scostamento di bilancio addizionale, per il finanziamento di progetti più complessi il cui completamento è previsto dopo il 2026. Il Piano - che comprende un ambizioso progetto di riforme che vanno dalla Pubblica amministrazione alla giustizia, dal fisco alla semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza – si stima porterà nel 2026 a un incremento del Pil del 3,6% rispetto all’andamento tendenziale. 

Come sottolinea di Luigi De Bellis, co-responsabile ufficio studi di Equita, questo immane sforzo pubblico volto allo sviluppo economico del Paese, avrà bisogno anche dei mercati dei capitali per finanziare - in parallelo con i fondi Ue - i progetti di crescita inclusi nel PNRR. “L'obiettivo strategico è di sviluppare mercati dei capitali più liquidi, di facile accesso e competitivi in Europa”, spiega De Bellis. Che aggiunge: “Valutiamo quindi positivamente le misure promosse dal Governo e lo sforzo a livello comunitario, ma riteniamo che debbano esserci ulteriori misure per rafforzare strutturalmente la capacità delle imprese italiane di accedere ai mercati dei capitali anche alla luce dell'importanza del PNRR”.

Quest’ultimo, secondo lo strategist, vedrà alcuni vincitori sui listini. “Equita ha evidenziato alcune idee di investimento che sono meglio posizionate per beneficiare dal PNRR italiano, come Acea, Buzzi Unicem, Danieli, Iren, Inwit e SeSa”, afferma De Bellis. Che conclude: “Ritengo interessanti anche altri titoli con un’esposizione rilevante al PNRR, come CY4, Digital Value, Hera, Prysmian, Reply, Snam, TIM, Webuild".

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