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Cesarano (Intermonte), “Lo strabismo della curva regala tassi bassi”

Malgrado le revisioni al rialzo di crescita e inflazione in Usa, i saggi a lungo termine, anziché salire, scendono. Il trend di flattering, secondo lo strategist, favorisce i settori tech e delle utility

Cesarano (Intermonte), “Pechino rilancia con la dual circulation strategy"

Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte Sim

Dopo l’ultima riunione della Fed la curva dei tassi ha iniziato a manifestare una sorta di strabismo, con la parte a breve in rialzo e quella a lungo termine in direzione opposta. Come spiega Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, il presidente Jerome Powell ha confermato che l’inflazione in atto è transitoria, ma ha anche ammesso che la persistenza su livelli più elevati rispetto alla fase pre-pandemica potrebbe essere più lunga di quanto in precedenza atteso. “Se a questo si aggiunge il marcato innalzamento delle aspettative di un rialzo dai tassi da parte dei membri Fed, si può comprendere la reazione del mercato - commenta Cesarano - I tassi a breve entro 2/3 anni seguono le future mosse possibili della Fed, ossia un possibile primo rialzo; mentre i tassi a lungo (o meglio ancora a lunghissimo termine) guardano per definizione ai prossimi trimestri e segnalano un possibile rallentamento della crescita fra qualche trimestre, complice il minore sostegno della Fed e l’impatto della perdita di potere di acquisto determinata dal fatto che la crescita dei salari è molto inferiore a quella dell’inflazione”.

Insomma, il risultato finale è che i tassi a lungo termine, anziché salire, scendono, malgrado le revisioni al rialzo di crescita e inflazione. Quanto a quest’ultima, le Banche centrali sono ferme sulla linea di inflazione transitoria ma con qualche apertura sul fatto che si tratti di inflazione persistente. “La sintesi potrebbe essere che per transitoria debba intendersi non per qualche mese ma per qualche trimestre. E ci vorrà tempo per risolvere i colli di bottiglia fotografati da una situazione paradossale di occhi pieni (portafoglio ordini alle stelle) e mani quasi vuote (scorte ai minimi)”, dice Cesarano.

In ogni caso sul fronte inflazione Usa e area euro appaiono sfasate nel breve, con i primi di fatto già in fase di ripresa post pandemica con forte accelerazione dell’inflazione e un possibile picco dei prezzi nel corso dell’estate, mentre nell’Eurozona il picco potrebbe emergere a fine anno. “Nel complesso si delinea un divaricamento nell’atteggiamento delle due Banche centrali – commenta Cesarano - La Fed ha infatti messo in allerta gli operatori che nel corso dell’estate dovrà annunciare in anticipo la rimozione di parte dello stimolo, per esempio riducendo gli acquisti di MBS. La Bce invece ha circa un trimestre di ritardo, e le eventuali prime decisioni su PEPP/TLTRO arriveranno tra settembre e dicembre”.

E allora quali saranno i principali trend dell’estate? I tassi bassi sono sempre un buon ingrediente per i listini azionari, a patto di mettere in conto qualche turbolenza di tanto in tanto, ma in chiave temporanea, a causa dell’acclimatamento al fatto che la Fed qualcosa proverà a togliere. “Quanto ai tassi più bassi a lungo/lunghissimo termine, si sposano bene con alcuni settori come il tech, ma anche le utilities grazie al minore impatto negativo sul servizio del debito", dice Cesarano. Che conclude: "Il trend di flattering (quando i tassi a breve salgono di più di quelli a lunga scadenza) anche in passato si è ben associato con performance positive del comparto utility”, conclude Cesarano.

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