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JP Morgan, "Fondamentali favorevoli per il segmento investment grade"

Nonostante gli spread delle obbligazioni societarie con rating più alti siano prossimi ai minimi storici, la domanda continua a essere sostenuta. Grazie soprattutto alle aspettative di crescita degli utili per azione

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I fondamentali restano favorevoli al mercato delle obbligazioni societarie investment grade. Il primo motivo - come spiega il team Global Fixed Income, Currency and Commodities di J.P. Morgan AM, - è che i coefficienti medi di leva finanziaria hanno continuato a ridursi in quanto gli utili sono cresciuti in misura maggiore rispetto al debito. Inoltre, le aspettative di crescita degli utili per azione (EPS) sono aumentate: quelle relative all’S&P 500 del secondo trimestre (dati al 4 giugno 2021) si collocano ora al 59,5%, con la crescita dei ricavi al 18,4 per cento. Come sottolinea il report settimanale di JP Morgan, anche la composizione del mercato è cambiata in quanto i fallen angel sono già usciti dal mercato. “L’andamento dei rating oggi indica che le promozioni superano i declassamenti. Inoltre, grazie agli abbondanti saldi di cassa, le società possono dedicarsi a generare la liquidità necessaria per affrontare un eventuale, imprevisto, rallentamento economico”, è scritto nel report.

Il report segnala anche che, sebbene alcuni dei settori più colpiti dal Covid abbiano raggiunto livelli massimi di indebitamento, l’atteggiamento paziente delle agenzie di rating ha offerto alle aziende il tempo e la flessibilità di focalizzare gli sforzi sulla riduzione dell’indebitamento e il risanamento dei bilanci. "Tuttavia, poiché il livello dei tassi è ancora basso, potremmo assistere a un aumento intenzionale dell'indebitamento nel segmento delle obbligazioni societarie investment grade, che potrebbe essere negativo per i fondamentali societari", avvertono gli analisti di JP Morgan.

Oltre che dai fondamentali, le obbligazioni societarie IG sono sostenute da un quadro tecnico positivo. Il settore continua a registrare una domanda globale vigorosa espressa sia da acquirenti esteri che da investitori privati, soprattutto nel mercato in dollari statunitensi. Quest’anno le obbligazioni IG Usa hanno registrato afflussi medi settimanali da investitori privati per 4 miliardi di dollari, e anche la domanda degli acquirenti istituzionali, come i fondi pensione, dà segnali di ripresa. In Europa, sulla scia di una maggiore riduzione dei rendimenti, la domanda retail ha rallentato. Tuttavia, i programmi di acquisto di attivi da parte delle Banche centrali continuano a offrire un forte sostegno ai mercati. "L’offerta globale ha continuato a essere abbondante e non pensiamo che cambierà passo. Nel solo mese di maggio, il mercato delle obbligazioni societarie statunitensi di qualità IG ha registrato emissioni primarie per 140 miliardi. In Europa invece i volumi offerti sono stati più modesti rispetto agli Stati Uniti, con emissioni complessive per 40 miliardi nello stesso periodo", è scritto nel report.

Ma che cosa significa per gli investitori obbligazionari? La domanda di credito investment grade rimane robusta, sostenuta da forti fattori fondamentali e tecnici. I profitti aziendali continuano a crescere sulla scia della narrativa di una forte ripresa, guidata dal successo della distribuzione del vaccino e del supporto monetario e fiscale, mentre la domanda degli investitori è aumentata a livello globale, con forti afflussi al dettaglio e istituzionali. "D'altro canto, con spread vicini ai minimi storici, gli investitori dovrebbero essere cauti. Data la nostra propensione per i rendimenti più elevati, il vento contrario delle valutazioni elevate potrebbe offuscare il solido contesto tecnico e fondamentale", concludono gli analisti.

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