Quantcast

Mercati

Dudding (Columbia Threadneedle), “La distruzione dei creativi nell'advertising”

Negli Usa il fatturato pubblicitario crescerà a due cifre tra il 2021 e il 2025, ma a tutto vantaggio del digitale e di Big Tech. La quota di mercato di Amazon, Alphabet e Facebook salirà infatti al 60% entro il 2024, rispetto al 40% del 2020

Dudding (Columbia Threadneedle), “La distruzione dei creativi nell'advertising”

David Dudding, gestore del fondo Threadneedle (Lux) Global Focus di Columbia Threadneedle Investments

È un'equazione consolidata: maggiore è la crescita economica, maggiore è la pubblicità. Ma il 2020 ha visto accadere qualcosa di straordinario: durante la più grande recessione dal Dopoguerra il rapporto della spesa pubblicitaria rispetto al Pil degli Stati Uniti è salito. Per quale motivo - si domanda David Dudding, gestore del fondo Threadneedle (Lux) Global Focus di Columbia Threadneedle Investments - è successo? Ma soprattutto: data una crescita economica impressionante nel 2021, in quale direzione si può andare? Secondo lo strategist non ci sono dubbi: i prossimi anni vedranno un mercato pubblicitario in piena espansione, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. “In base ai nostri dati, la pubblicità statunitense è destinata a crescere a un tasso composto annuo di oltre due cifre tra il 2021 e il 2025”, afferma Dudding.

Tuttavia non sarebbe il momento di puntare su attori di rilievo, come le agenzie pubblicitarie, che sono a buon mercato e che beneficeranno della ripresa economica, come suggerirebbe la logica. Come spiega Dudding, infatti, la crescita della pubblicità negli Stati Uniti sussiste nonostante il calo previsto nei numeri relativi a radio, giornali e riviste. “La televisione potrebbe sfuggire a questa flessione mantenendo un andamento piatto, e rileviamo anche un leggero aumento nella pubblicità outdoor. Ma quasi tutta la crescita viene dal mondo digitale e solo dal digitale”, dice Dudding.

Chi saranno i vincitori, quindi? Non certo le agenzie pubblicitarie, ma colossi come Amazon, Alphabet e Facebook, la cui quota di mercato combinata salirà al 60% del mercato pubblicitario globale entro il 2024, rispetto al poco più del 40% del 2020. “La pubblicità digitale è semplicemente più efficace per gli operatori pubblicitari rispetto ai media tradizionali. È mirata, misurabile e genera ritorni migliori sugli investimenti – spiega Dudding - Inoltre ha reso la pubblicità "democratica", permettendo alle piccole e medie imprese, che non potrebbero permettersi campagne televisive o di stampa a livello nazionale, di attirare nuovi clienti e costruire un rapporto migliore con quelli già esistenti”. 

Naturalmente, è possibile avere un'agenzia pubblicitaria accanto a un nome come Facebook o Alphabet. C'è un prezzo per tutto, e ci sarà sempre uno spazio per i creativi. Ma la natura mutevole del mercato pubblicitario evidenzia alcune delle difficoltà associate al "value investing" in un momento di profondo cambiamento tecnologico. "I settori industriali si sviluppano e crollano. E questa volta l'ascesa della pubblicità digitale significa forse la "distruzione dei creativi" come nel famoso concetto di Schumpeter", conclude Dudding. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo