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Rovers (Lgim), “Nel comparto del credito, banche, tlc e servizi pubblici sono i più resilienti all'inflazione”

Secondo lo strategist, dato che la recente ondata di liquidità ha eliminato la volatilità e che non si può sapere quando l'incremento dei prezzi raggiungerà il suo picco, è bene non puntare su settori eccessivamente esposti come il real estate. Anche i titoli di Stato europei possono essere una valida alternativa, ma solo se l’inflazione avrà una durata limitata nel tempo

Rovers (Lgim), “Nel comparto del credito, banche, tlc e servizi pubblici sono i più resilienti all'inflazione”

Marc Rovers, Head of Euro Credit di LGIM

Il tema di questi giorni è senza dubbio l’inflazione, o meglio il dilemma della sua crescita e se sia davvero temporanea. Come spiega Marc Rovers, Head of Euro Credit di LGIM, fare una previsione precisa su come e quando si raggiungerà il picco è un’impresa molto ardua, a maggior ragione in uno scenario come l’attuale, inedito sia dal punto di vista monetario che fiscale. “La recente ondata di liquidità ha praticamente cancellato ogni traccia di volatilità e solo il tempo ci dirà fino a che punto l’intervento delle Banche centrali abbia celato lo status reale dei fondamentali economici”, spiega Rovers. Che aggiunge: “I nostri processi di investimento tengono ovviamente conto di questi fattori, ma allo stesso tempo tendono a evitare quelle posizioni che vi fanno un affidamento eccessivo. Per questa ragione i capisaldi dello sviluppo del nostro portafoglio continueranno a essere un’accurata analisi del credito e le nostre idee sugli investimenti tematici”.

Nel dettaglio Rovers afferma di non aver inserito elementi specifici di tutela contro l’inflazione, poiché sono troppo costosi e tendono a fagocitare buona parte dei rendimenti se mantenuti troppo a lungo. “Preferiamo rivolgerci a settori ed emittenti che non siano eccessivamente colpiti o che possano anche trarre vantaggio da un rialzo dell’inflazione – spiega Rovers - Un esempio sono le banche, che traggono beneficio dai tassi d’interesse più elevati, ma anche i retailer che sono nel complesso ben posizionati per poter conseguire un guadagno da questo scenario”. Altri esempi di settori difensivi sono le telecomunicazioni e i servizi pubblici, poiché possono trasferire parte degli effetti dell’inflazione sui clienti. Dal lato opposto invece troviamo le imprese indebitate operanti nel real estate e i flussi di reddito meno garantiti, che potrebbero essere maggiormente colpiti. “Per questo motivo, in questi ultimi due settori siamo molto selettivi, nonostante l’elevato compenso per gli investitori dovuto agli spread”, afferma lo strategist.

In ogni caso, attualmente gli investitori si trovano in una situazione priva di asset a basso costo e anche la liquidità viaggia su rendimenti negativi, proprio come molti titoli di Stato emessi da Paesi europei. In questo scenario, secondo Rovers, il credito investment grade europeo è comunque una valida opportunità per gli investitori. "Si sente spesso dire che l’alta marea faccia navigare tutte le imbarcazioni e non c’è dubbio che un’inflazione costantemente superiore al target e che incrementi i rendimenti delle obbligazioni e forzi la mano delle Banche centrali possa avere impatti negativi sui rendimenti del credito investment grade europeo. Ma se la storia ci insegna qualcosa è che questi ultimi rendimenti dovrebbero essere molto meno volatili rispetto a quelli di altri asset ad alto beta, come le azioni, o i titoli di Stato a più lunga scadenza spesso considerati sicuri", conclude Rovers.

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