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Ozkardeskaya (Swissquote), “Usa, nuovi record per le Borse nonostante la variante delta”

Ci sono molti fattori che sostengono l’equity, come la politica monetaria ultra solidale della Fed. Quotazioni in forte aumento anche nel settore immobiliare. Ma l’anello debole della ripresa è l’occupazione, la cui fragilità potrebbe dare il via libera a qualche sell-off

Chi guadagna sale, chi perde scende: Wall Street è meritocratica

Dopo Australia e Regno Unito, che è stato estromesso dalle liste di viaggio sicuro dopo che i casi di Covid-variante delta hanno raggiunto i livelli più alti da gennaio, ieri il Bangladesh è entrato in modalità lockdown, una parola che speravamo appartenesse a un brutto passato. Ma vuoi per il fatto che i contagi continuano ad alimentare le colombe di Fed, Bce e BoE (in quanto anche l'aumento dell'inflazione non dovrebbe consentire loro di inasprire la loro politica monetaria ultra solidale), vuoi per la fiducia sulle campagne di vaccinazione, oppure perché i mesi della pandemia si sono rivelati piuttosto positivi per molti (in particolare per i titoli a grande capitalizzazione), fatto sta che ieri l’S&P500 e il Nasdaq hanno raggiunto nuovi record. “La variante delta sta ora viaggiando a una velocità preoccupante, ostacolando ancora una volta le prospettive di ripresa economica - è il commento di Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst di Swissquote – In ogni caso, proprio per le ragioni elencate, gli investitori azionari europei e statunitensi non lasciano che le notizie travolgano le loro decisioni di trading e continuano ad avanzare". Non tutti però possono festeggiare i nuovi record delle Borse. “I titoli energetici non hanno fatto bene con le notizie scoraggianti sul Covid, ovviamente. Ma i titoli tecnologici sono ulteriormente avanzati”, dice Ozkardeskaya.

Guardando i dati economici americani, si nota una pressione positiva non solo sui mercati azionari, ma anche sui prezzi delle case, che hanno registrato il maggior aumento dal 1988 a causa di una dolce combinazione di bassi tassi ipotecari, solidi risparmi pandemici, aumento del reddito familiare e miglioramento dei posti di lavoro. Ma, si domanda Ozkardeskaya, quanto potrà durare questo momentum? Per rispondere è necessario considerare il quadro generale. “Stavamo appena uscendo dalla pandemia, le economie si stavano riprendendo grazie alla riapertura delle imprese, ma soprattutto grazie al solido sostegno della Banca centrale e del governo. Ma purtroppo l'effetto collaterale dello stimolo è stato un importante aumento dei livelli di inflazione, che avrebbe dovuto essere temporaneo”, dice lo strategist. “A questo punto – aggiunge Ozkardeskaya - i politici hanno iniziato a insospettirsi sul fatto che l'aumento dei prezzi al consumo possa essere meno temporaneo del previsto, pur rimanendo il più accomodanti possibile fino a quando non vedranno un sostanziale progresso nella ripresa economica e sul fronte dell'occupazione. Ora la situazione del Covid potrebbe peggiorare di nuovo, ma abbiamo tassi super bassi, politiche monetarie estremamente accomodanti, un mercato del lavoro fragile e nessun grande margine per rilassare le condizioni finanziarie”.

L’anello debole è rappresentato quindi dall’occupazione. Secondo i dati ADP (Automated Data Processing) di venerdì scorso l'aspettativa è che l'economia statunitense abbia aggiunto circa 555mila nuovi posti di lavoro privati ​​a giugno, mentre il mese scorso l'aspettativa era di circa 650mila posti di lavoro aggiuntivi, previsione poi ampiamente superata con un milione di nuovi occupati. “Oggi abbiamo bisogno di numeri importanti nel lavoro per mantenere l'umore ottimista tra gli investitori. Diversamente, potremmo assistere già da oggi a qualche sell-off”, dice Ozkardeskaya. Che conclude: “Qualsiasi debolezza nei dati sull'occupazione, d'altra parte, difficilmente potrebbe rendere la Fed più accomodante con un'inflazione già intorno al 5% e con un potenziale aumento di carenze dal lato dell’offerta e una logistica lenta”.

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