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Perché diversificare con il debito degli Emerging Markets

Secondo Gerry Evelyn di Invesco in questo momento “gli elevati premi a termine risultano allettanti nell’attuale contesto di bassi rendimenti”

Perché diversificare con il debito degli Emerging Markets

L’individuazione di opportunità nel debito dei mercati emergenti in valuta locale (EMLD Emerging Markets Local Debt) non rappresenta un tema nuovo, ma secondo Invesco in questo momento si presta a essere valutato sotto una luce nuova da parte degli investitori.

“Nel corso degli anni quest’area ha beneficiato di una crescita progressiva nonché del miglioramento dei profili di credito dei paesi, mentre gli elevati premi a termine risultano allettanti nell’attuale contesto di bassi rendimenti”, spiega Gerry Evelyn, Client Portfolio Manager del team Global Debt di Invesco.

“La ripresa mondiale è già ben avviata, come dimostrano le stime sulla crescita per il 2021, riviste indistintamente al rialzo. Anche le nostre stime di crescita per gli Stati Uniti, la zona Euro e alcuni paesi emergenti selezionati tendono all’estremità superiore dei nostri intervalli di previsione. L’espansione globale di quest’anno potrebbe essere la più forte da oltre un decennio. Tutto sembra portare a ritenere che l’accelerazione iniziale sarà trainata dagli Stati Uniti e dai mercati emergenti, in particolare dall’Asia, ma con la ripartenza attesa in Europa la ripresa assumerà probabilmente i contorni di un vero e proprio boom reflazionistico di portata mondiale”.

Asset reflazionistici sotto la lente

Secondo Invesco, la proposta di valore di questa asset class da 17mila miliardi di dollari è immensa ed è in questo momento supportata da buone prospettive di crescita.

“In genere il debito dei mercati emergenti in valuta locale esibisce una bassa correlazione sia con le obbligazioni sia con le azioni globali, il che rende evidenti i potenziali vantaggi di diversificazione derivanti dall’inserimento in un portafoglio obbligazionario o azionario globale. Tenuto conto della varianza regionale a livello di tassi di crescita economica e sviluppo, ogni mercato è diverso dall’altro nel mondo emergente. Ciò si traduce in una maggiore dispersione dei rendimenti e del reddito per paese nell’obbligazionario emergente. Per poter attingere a rendimenti potenzialmente elevati occorrono una notevole due diligence e un’attenzione ai rischi specifici dei vari paesi. Per questo motivo, riteniamo che questa asset class sia più adatta alle strategie gestite attivamente”.

Il tema d’investimento per la casa di gestione per i prossimi 9-18 mesi punta su reflazione e crescita. In assenza di inasprimento delle condizioni finanziarie, qualsiasi tipo di crescita infatti potrà essere “buona” per gli asset reflazionistici, tra cui azioni, valute, tassi e, in misura minore, credito dei mercati emergenti.

“Il debito dei mercati emergenti è cresciuto di circa 16 volte rispetto al 2000”, precisa Gerry Evelyn.“Attualmente è pari a oltre il 20% del mercato obbligazionario globale, eppure le economie emergenti rappresentano fino al 40% del PIL mondiale evi è spazio per un’ulteriore espansione.  Il protrarsi della crescita del mercato e la maggiore dispersione relativa dei rendimenti a livello nazionale creano uno scenario di ghiotte opportunità a livello di paesi per i portafogli gestiti attivamente. Il debito dei mercati emergenti in valuta locale è un’asset class dinamica.  In genere le economie emergenti sono soggette a vincoli finanziari più restrittivi rispetto alle omologhe sviluppate, il che si traduce in propulsori di crescita strutturale per l’asset class.  La domanda però genera offerta, il che ne alimenta un’espansione protratta nel tempo, aumentando la profondità del mercato regionale ma anche la performance complessiva dell’asset”.

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