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Calef (Notz Stucki), "L’automotive scalda il silicio”

E’ il tema di investimento della transizione tecno-green. E, nonostante la crescita attesa dei profitti nel lungo termine sia significativa, le aziende legate al settore dei semiconduttori presentano valutazioni di mercato in linea con quelle dell’intero comparto azionario Usa

I tre driver che guidano il boom della domanda di semiconduttori

Carbone e silicio sono due elementi fondamentali su cui si basano l’industria e l’economia mondiale. Ma nel prossimo futuro dominato dalla digital economy potremmo attenderci due tendenze ben differenti per quanto riguarda il lato della domanda. Per il carbone il trend è al ribasso: il riscaldamento globale e la maggior attenzione verso le condizioni climatiche porteranno quasi certamente a un minore utilizzo di combustibili fossili. Per quando riguarda il silicio, al contrario, vi sono aspettative per un importante trend al rialzo, poiché il materiale serve per la produzione di semiconduttori, che rappresentano le componenti essenziali per la trasformazione digitale e tecnologica dell'economia. Alcuni dati, infatti, parlano chiaro. Come spiega Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki, negli ultimi undici anni e mezzo il Philadelphia Semiconductor Index (composto dalle prime 30 società di progettazione, produzione e della commercializzazione di semiconduttori) ha sovraperformato l’S&P500 con un rendimento annualizzato del +7,8% e ovviamente anche i profitti sono risultati superiori di oltre il 7% su base annualizzata.

Ma da dove deriva tutta questa richiesta di chip? Come spiega Calef, ad oggi più di metà della domanda proviene dal settore delle comunicazioni (33%) e dai produttori di computer (29%). “Tuttavia, abbiamo osservato che alcuni segmenti potranno ricoprire una fetta sempre più corposa nel corso degli anni – dice Calef - Tra gli altri spicca l’automotive, che oggi rappresenta il 12% della domanda totale, ma che sta attraversando un periodo di conversione a favore dell’elettrico”. Per dare un’idea del fenomeno è utile ricordare che la costruzione di un Electric Vehicle (EV) richiede una quantità di semiconduttori tra 3 e 3,3 volte superiore rispetto ai veicoli tradizionali. “Inoltre, oggi ci troviamo in un contesto molto particolare, poiché la domanda di chip supera largamente l’offerta e le case automobilistiche non riescono talvolta a rispettare gli ordini di consegna – aggiunge lo strategist - Pertanto, riteniamo che questo settore possa davvero continuare a crescere, spinto anche da nuove tendenze quali il 5G, l’Intelligenza Artificiale e la digitalizzazione dell’economia con la crescita dell’ecommerce e dei pagamenti digitali”. E’ utile infine sottolineare come il tema di investimento presenti multipli ragionevoli. “Infatti, nonostante la crescita attesa dei profitti nel lungo termine sia significativa, le aziende legate al settore dei semiconduttori oggi presentano comunque valutazioni di mercato in linea con quelle dell’intero comparto azionario Usa”, conclude Calef.

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