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Trimestrali Usa

De Luca (Gamma Capital Markets), “Arriva da Big Bank il maggiore contributo alla crescita del settore”

Dopo le convincenti trimestrali di Goldman Sachs e JP Morgan, si stima che il settore finanziario americano riporterà nel secondo trimestre un incremento degli utili del 119,5%, e un profitto di 5,2 miliardi di dollari rispetto alla perdita di 832 milioni registrata nel secondo trimestre del 2020. Per le banche la stima è addirittura del +316 per cento

De Luca (Gamma Capital Markets), “Arriva da Big Bank il maggiore contributo alla crescita del settore”

Carlo De Luca Senior Portfolio Manager & Head of Asset Management Gamma Capital Markets

Dati oltre le attese per JP Morgan e Goldman Sachs, che hanno inaugurato la stagione delle trimestrali delle big quotate a Wall Street. Factset (la piattaforma che raccoglie dati economico-finanziari provenienti da tutto il mondo) stima che il settore finanziario Usa riporterà nel secondo trimestre il terzo tasso di crescita degli utili (anno su anno) più alto di tutti gli undici settori, ovvero un incremento pari a +119,5% per un profitto di 5,2 miliardi di dollari rispetto alla perdita di 832 milioni registrata nel secondo trimestre del 2020. Le previsioni sono eccezionali per tutti i settori del comparto, con le banche in prima fila: queste ultime registreranno una crescita degli utili addirittura del 316%, seguite dalle assicurazioni (+54%) e dai mercati dei capitali (+21%). “Si stima che il settore delle banche sarà il maggiore contribuente alla crescita per il settore. Se questo settore fosse escluso, infatti, il tasso di crescita degli utili stimati per il settore finanziario scenderebbe al 54,8% dal 119,5 per cento”, è il commento di Carlo De Luca, Senior Portfolio Manager & Head of Asset Management di Gamma Capital Markets.

Nel dettaglio, come spiega Alessio Garzone, Analyst di Gamma Capital Markets, il rapporto P/E forward di S&P500 a dodici mesi è 21,4 ed è al di sopra della media a cinque anni (18,1) e al di sopra della media a dieci anni (16,2). Il settore finanziario riporta invece un P/E forward di 13,8, il più basso a dodici mesi e, per quanto riguarda il net profit margin, Factset stima che il settore finanziario registrerà un incremento pari al 18,1% contro l’8,6% del secondo trimestre del 2020, anche se, “potrebbe esserci un rallentamento poiché l’incremento dei depositi potrebbe incidere negativamente sui margini delle banche dati i tassi interbancari negativi, sia negli Stati Uniti che in Europa”, spiega Garzone. “Un fattore positivo è sicuramente la diminuzione degli accontamenti per perdite su crediti: i mutuatari hanno retto meglio del previsto durante gli ultimi mesi e, dato il miglioramento delle prospettive economiche negli Stati Uniti, JP Morgan ha ridotto gli accantonamenti che provenivano principalmente da carte di credito al dettaglio e riserve di mutui”, commenta De Luca. Che aggiunge: “D’altra parte, la domanda dei prestiti è in fase di diminuzione a causa dei tassi a lungo termine più alti che stanno avendo un impatto sulla domanda di prestiti per le abitazioni e sui prestiti alle piccole imprese, i quali hanno registrato un decremento del 50% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa”.

Quanto a Goldman Sachs, ha registrato nel trimestre profitti e ricavi in rialzo, grazie a una performance brillante nell’investment banking avendo seguito come advisor la fusione di Warner Media con Discovery, l’acquisizione di Nuance Communication da parte di Microsoft e la vendita di Medline Industries. “Ciò ha contribuito a contrastare il forte calo dell'attività di trading (-12%) rispetto al ritmo frenetico dell'anno precedente, con la diffusione globale del Covid-19”, spiega De Luca. L’EPS di Goldman è pari 15,02 contro il 10,148 stimato da Bloomberg, e il titolo ha perso circa l’1,09% dopo la pubblicazione delle trimestrali. JPMorgan, invece, ha registrato un EPS pari a 3,78 contro il 3,151 stimato. In discesa invece il fatturato, che ha evidenziato una flessione dell'8% a 30,48 miliardi di dollari rispetto ai 33,08 miliardi generati nell'analogo periodo del 2020. A rallentare è stato in particolare il comparto delle negoziazioni (-30%) e del reddito fisso (-44%). “La differenza tra utile e fatturato è dovuta all’eccezionale contesto economico. Infatti nel 2020 JPMorgan aveva accantonato prudenzialmente 10,47 miliardi di dollari per perdite su crediti, ma nel trimestre appena concluso la banca ha ridotto tale riserve di circa 3 miliardi, incrementando così l’utile”, conclude De Luca.

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