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La corsa allo spazio piace agli investitori con i piedi per terra

Il crescente sviluppo dell’infrastruttura satellitare e delle tecnologie dedicate alla difesa spaziale da parte delle superpotenze ampliano gli orizzonti della space economy. A beneficio di chi vive sulla Terra…

La corsa allo spazio piace agli investitori con i piedi per terra

Se avete sempre considerato l’esplorazione dello spazio come il capriccio e il desiderio di avventura di miliardari visionari o come terreno di scontro tra superpotenze, preparatevi a cambiare idea. Il settore infatti rientra a pieno titolo tra gli ambiti di più elevata crescita anche economica non tra le stelle, bensì proprio sulla terra ed è sempre più accessibile a una vasta gamma di imprenditori e società che cercano di trarre un guadagno dal suo potenziale.

La commercializzazione dello spazio, che si tratti di lanciare satelliti per soddisfare la crescente domanda di trasferimento dati o per supportare i sistemi GPS e le previsioni meteorologiche, mostra infatti come gli investimenti in quest’ambito abbiano un impatto diretto sull’economia del nostro pianeta. A spiegarci quali sono le condizioni che ne stanno favorendo lo sviluppo è Robert Tull, co-fondatore del Procure Space UCITS ETF.

 “I trend principali che stanno trainando lo sviluppo dell’industria spaziale oggi sono sostanzialmente tre: la riduzione dei costi per entrare nel settore, l’elevata dipendenza dell’economia dall’infrastruttura satellitare e l’aumento della concorrenza per il dominio internazionale dello spazio”. Nonostante le aziende private abbiano storicamente incontrato ostacoli ad entrare nel mercato spaziale, principalmente  a causa dei costi elevati, secondo Tull, “i progressi nell’elettronica hanno permesso di produrre in modo economico satelliti più compatti e potenti. Inoltre, l’avvento dei razzi riutilizzabili ha diminuito significativamente le spese di lancio. La missione Crew-1 di SpaceX nel maggio 2020, ad esempio, ha abbassato i costi del lancio nello spazio di esseri umani, portandolo da 81 milioni di dollari per posto a “soli” 55 milioni, con una riduzione del 32 per cento”.

Più investimenti nelle tecnologie per la difesa spaziale

A imprimere un’accelerazione sarebbe stata inoltre la crescente dipendenza dell’economia dei diversi Paesi dall’infrastruttura satellitare:  “Tecnologie emergenti come 5G, internet a banda larga, blockchain, cloud computing e molte altre hanno catturato l’interesse degli investitori in tutto il mondo. Ma queste tecnologie dipendono interamente da sistemi basati nello spazio. La pandemia di COVID-19 ha accelerato la dipendenza che la nostra società ha nei confronti dell’infrastruttura satellitare. La diffusione del lavoro da remoto e la grande adozione del digitale non sarebbero state possibili senza il supporto satellitare”.

L’aumento della concorrenza tra Paesi per il dominio internazionale dello spazio avrebbe inoltre favorito lo sviluppo delle aziende private specializzate a cui viene affidato lo sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie più all’avanguardia. Di pari passo l’aumento del fabbisogno di risorse necessarie per tali sviluppi avrebbe aperto opportunità di investimento nella space economy anche da parte di privati.

“Le superpotenze globali si affidano principalmente alle aziende private per lo sviluppo e la produzione delle tecnologie necessarie per la difesa spaziale. Nel 2019 è nata la United States Space Force (USSF), creata come nuovo ramo delle forze armate statunitensi, mentre la Cina intende stabilire una colonia lunare entro il 2028 e una base militare lunare entro il 2030. Con l’aumentare del numero di Paesi che potenziano le loro capacità militari spaziali, aumenta anche il fabbisogno di risorse necessarie”, conclude Tull. “Di conseguenza, si aprono nuove opportunità per gli investitori che possono partecipare alla corsa allo spazio ricorrendo a diversi strumenti, tra cui il nostro Procure Space UCITS ETF (ticker: YODA), il primo ETF tematico disponibile in Europa sulla space economy, gemello dello statunitense UFO lanciato da Procure Innovation, e presente dal 21 giugno anche su Borsa Italiana grazie alla piattaforma white label indipendente HANetf”.

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