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Reti

Dall’emergenza al “new normal” insieme al cliente

Luca Romano, Deputy Head Bnl Bnp Paribas Life Banker, racconta come la rete ha affrontato le limitazioni imposte dalla pandemia instaurando nuove modalità di relazione e facendo leva sulla tecnologia

Bnl gruppo Bnp Paribas, formazione continua per nuovi talenti

Durante la pandemia e la fase più dura del lockdown, il settore bancario e di riflesso tutto il mondo delle reti, è stato chiamato a garantire l’operatività anche nei più momenti difficili. In Bnl Bnp Paribas Life Banker questo periodo è stato affrontato con responsabilità e spirito di servizio, facilitato anche da un’efficace piattaforma tecnologica frutto del processo di innovazione della banca che ha beneficiato di una serie di investimenti continui.

“Durante la pandemia, nel settore bancario c’è stata un’accelerazione del processo di digitalizzazione”, precisa Luca Romano, Deputy Head Bnl-Bnp Paribas Life Banker.“Grazie a strategie di cambiamento messe in pratica già negli anni precedenti, i professionisti della consulenza finanziaria hanno sfruttato le possibilità offerte dai canali digitali per interagire in modo nuovo con i clienti. A maggio dell’anno scorso, nel pieno dell’emergenza, la quota di operatività svolta completamente da remoto, e relativa sia ai servizi bancari, sia a quelli di investimento, ha superato il 75%, un livello di gran lunga superiore a quello che avevamo in condizioni normali. Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la nostra piattaforma digitale che ha permesso ai clienti di non perdere contatto con il proprio Life Banker soprattutto durante i duri mesi del lockdown. Nel cosiddetto “new normal” che si va delineando faremo certamente leva sui vantaggi che l’ulteriore spinta alla digitalizzazione ci ha permesso di sperimentare in questo periodo”.

Come è cambiato il rapporto con il proprio consulente in un periodo di grande emotività come quello appena passato?

“Durante la pandemia ci sono stati momenti di forte incertezza. Basti guardare all’importante aumento della liquidità sui depositi delle famiglie italiane. I nostri consulenti hanno però saputo affrontare, con la professionalità che li contraddistingue e con il supporto delle piattaforme di advisory del Gruppo, l’emotività del momento, rassicurando e portando i clienti a scelte più razionali e mirate al profilo e alle esigenze di medio e lungo termine.

Il Life Banker si è evoluto nel tempo ed oggi è un “consulente patrimoniale”. La relazione “a tutto tondo” tra cliente e consulente è sempre stata centrale nel nostro modello di consulenza e questo periodo ha premiato chi ha messo al centro la persona e tutte le sue esigenze, non solo i suoi investimenti”.

Quali sono le vostre aspettative per il “new normal”?

“Dopo un periodo così intenso, un’ampia fetta di clientela delle reti di consulenza ha potuto toccare con mano l’importanza della pianificazione finanziaria e la necessità di guardare a lungo termine per proteggersi dagli imprevisti e per tutelare il proprio patrimonio. Noi guardiamo con un razionale ottimismo al prossimo futuro e crediamo che i nostri consulenti potranno generare un impatto positivo per i clienti e per la società nel suo insieme in vista di una nuova normalità, migliore anche di quella pre-covid.

Dopo un anno di crescita, continuiamo il nostro percorso verso l’obiettivo ancora più ambizioso per il 2025 di raddoppiare le nostre masse e i nostri consulenti. Il reclutamento di risorse di qualità continua costantemente. Il processo non ha infatti mai conosciuto soste. Siamo fieri di inserire regolarmente anche una quota di profili junior di talento per farli crescere in questa professione così da poter dare un nuovo impulso al mercato”.

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