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Pictet Am, “La crescita è ancora forte, ma sull’azionario ci manteniamo neutrali”

Secondo il report, lo slancio economico sta iniziando ad affievolirsi, con le Banche centrali che si preparano a ridurre gli stimoli monetari in risposta alle crescenti pressioni sui prezzi. Il consiglio è di sottopesare i consumi voluttuari e il debito high yield Usa

Chi guadagna sale, chi perde scende: Wall Street è meritocratica

La crescita dell'economia globale prosegue a ritmo sostenuto. Gran parte di questa crescita deriva dai Paesi sviluppati, favoriti dalla sospensione delle misure di lockdown. Tuttavia, lo slancio economico sta iniziando ad affievolirsi, con le Banche centrali che si preparano a ridurre gli stimoli monetari in risposta alle crescenti pressioni sui prezzi. Come si evince dal Barometro di Pictet Asset Management, si tratta di una combinazione poco favorevole di crescita e inflazione, condizioni di liquidità più rigide e valutazioni elevate per le classi di attività più rischiose. “Questa situazione ci porta a confermare la nostra posizione neutrale sulle azioni”, scrivono gli analisti di Pictet. Che annunciano: “All'interno dell'universo azionario, sottopesiamo i settori sensibili all'economia, compresi i titoli del settore dei consumi voluttuari, mentre nel reddito fisso sottopesiamo le obbligazioni più rischiose, come il debito high yield statunitense. Allo stesso tempo manteniamo posizioni di sovrappeso su attività difensive come i Treasury Usa e le obbligazioni cinesi in valuta locale”.

Come indica il report di Pictet, nel mese di giugno l'S&P 500 ha stabilito con regolarità nuovi massimi, con la riapertura costante dell'economia statunitense ad alimentare forti guadagni. A livello globale, le azioni hanno guadagnato il 2,2% nel mese, per una performance totale dall'inizio dell'anno del 13,6% in valuta locale. I mercati di Stati Uniti e Svizzera, che sono quelli che hanno registrato le performance più solide, sono saliti rispettivamente del 2,8% e del 4,9 per cento. Contemporaneamente il dollaro, sostenuto dalla prospettiva di un atteggiamento leggermente più restrittivo da parte della Fed, è risalito del 2,7% su base mensile rispetto a un paniere di valute.

Quanto alle obbligazioni, hanno recuperato un po' di terreno nel corso del mese, ma restano in territorio negativo del 2,6% da inizio anno (in valuta locale). In ogni caso, come sottolineano gli strategist, cresce la tensione tra gli investitori che temono che questa inflazione superiore all'obiettivo venga incorporata sempre più nelle aspettative dei consumatori e quelli che invece considerano le attuali pressioni sui prezzi come un fenomeno puramente transitorio, dovuto in gran parte alle distorsioni legate al Covid. “Nell'ambito del credito, i segmenti a maggior rischio dei mercati su entrambe le sponde dell'Atlantico rimangono sostenuti dalle stesse forze che spingono le azioni, con le obbligazioni high yield statunitensi in crescita dell'1,4% nel mese e quelle dell'eurozona dello 0,6% in valuta locale”, conclude il report.

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