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McKinsey, espansione commerciale e globalizzazione a un punto di svolta

Gli Aum dell'Europa occidentale sono cresciuti del 5% nel 2020, raggiungendo il record di 25.200 miliardi di euro. La pandemia ha accelerato cinque trend strutturali (politica monetaria, intervento del governo, focus Esg, passaggio al digitale e regionalizzazione economica) che potrebbero cambiare a breve il panorama dell'asset management nel Vecchio continente

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Dopo decenni di apparente inarrestabile ascesa, la globalizzazione e l'espansione commerciale sembrano aver raggiunto un punto di svolta. Mentre il commercio interregionale è aumentato del 6% dal 2008 al 2012, da questa data è invece diminuito del 4 per cento. Come indica l’European Asset Management report di McKinsey per il 2020, questa inversione è stata incoraggiata dall’aumento di nuove barriere al commercio. “La pandemia del 2020 ha rafforzato l'aumento di queste tendenze, proprio come ha fatto la crisi finanziaria del 2008”, è scritto nel report. E ancora: “In combinazione con le misure per combattere il COVID-19, le restrizioni commerciali hanno portato a un forte calo a livello globale dei flussi commerciali e a un aumento dell'approvvigionamento locale nel tentativo di ripristinare la resilienza delle catene di approvvigionamento e garantire la continuità economica”.

In linea con la riduzione dei flussi commerciali, la regionalizzazione impone effetti di secondo ordine sui flussi finanziari. Tra il 2010 e il 2019, la quota di Aum (asset under management) dei primi dieci gestori patrimoniali in Europa e dei primi dieci negli Stati Uniti che sono stati distribuiti all'interno del rispettivo continente, sono aumentati di 9 punti percentuali a quota 75% in Europa, e di 5 punti percentuali, al 77%, negli Stati Uniti. In Asia (in particolare in Cina), questa tendenza è più sfumata, poiché i gestori patrimoniali europei e americani hanno ampliato la propria attività, anche se principalmente tramite partnership con attori locali. Che cosa significa questo trend per l’industria del risparmio gestito? “I gestori patrimoniali dell'Europa occidentale possono aspettarsi sfide crescenti nelle iniziative interregionali, derivanti da normative specifiche per Paese e regione – è scritto nel report - Inoltre, le diverse evoluzioni demografiche e le aspettative degli investitori, insieme ai requisiti specifici del Paese, aumenteranno la pressione sui gestori per offrire prodotti più localizzati e mirati”.

Se la sfida dei gestori è quindi quella di ripensare la gestione patrimoniale in chiave regionale, l’industria europea nel complesso ha navigato bene nei mari della pandemia. Nel 2020 gli Aum dell'Europa occidentale sono infatti cresciuti del 5%, raggiungendo il record di 25.200 miliardi di euro. Gli afflussi netti sono stati 750 miliardi e tutte le classi di attività e tutti i segmenti hanno incrementato del 3,2%, è ciò rappresenta il terzo maggiore afflusso netto annuale degli ultimi 13 anni. Quanto agli utili complessivi, sono aumentati di 2,2 miliardi di euro portandosi a quota 22,8 miliardi, con venti di coda di un mercato vivace e flussi netti positivi che hanno compensato l'impatto negativo della compressione delle commissioni e degli spostamenti di asset class. Per finire, oltre, alla regionalizzazione, la pandemia ha accelerato altri trend strutturali, come la politica monetaria, l’intervento del governo, il focus ESG e il passaggio al digitale.

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