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Jp Morgan Am, giugno in testa fra i gestori esteri non captive

Il Country Head di J.P. Morgan Am per l’Italia Alfieri a Investire: cresce l’azionario europeo, specie i prodotti che investono in sostenibilità; ritorno di interesse per i multi asset

Lorenzo Alfieri, country head Italia, J.P. Morgan asset management

Lorenzo Alfieri, country head Italia, J.P. Morgan asset management

Nella mappa mensile di giugno del risparmio gestito di Assogestioni, Jp Morgan Am si classifica primo tra i gestori esteri non captive. Lorenzo Alfieri, Country Head di J.P. Morgan Am per l’Italia, ha commentato il risultato con Investire.

«Il trend positivo raccolta sta continuando: ormai è un dato positivo che già abbiamo verificato nei mesi precedenti» rimarca Alfieri. «Ci sono però interessanti cambiamenti nei flussi: gli investitori nell’ultimo mese hanno cominciato a guardare all’azionario europeo con particolare propensione a utilizzare prodotti che investono in sostenibilità anche in Europa. Inoltre c’è stato un ritorno di interesse diffuso verso i nostri prodotti multi asset, che non vedevamo da fine 2019, ed è continuato un trend sicuramente positivo su tutti i prodotti sostenibili; per quanto riguarda i trend tematici c’è una forte attenzione per il tecnologico, l’healthcare, la farmaceutica e il benessere».

A proposito della variante Delta, Alfieri ha affermato: «Per il momento a parte situazioni di volatilità o nervosismo temporaneo non stiamo vedendo un cambiamento di gestione dei portafogli; si guarda alla variante come a un fattore da tenere in considerazione, ma non così critico da cambiare gli atteggiamenti e le decisioni d’investimento».

Infine uno sguardo prospettico: «Lo scenario è positivo, di crescita soprattutto per la seconda parte dell’anno, prevediamo che le banche centrali continueranno a favorire la crescita delle politiche monetarie, non cambieranno strada. Gli unici due fattori che potrebbero innescare del nervosismo sono la variante delta e in generale le varianti, sul profilo del recupero della normalità, su quanto possono influire; e la consistenza di un ritorno dell’inflazione, e quanto le banche centrali saranno in grado di controllarla. Per quanto ci riguarda, crediamo che il trend continuerà ad essere favorevole sugli azionari, i multi asset sia azionari che obbligazionari dei mercati emergenti; qualche difficoltà in più la si riscontrerà sugli obbligazionari».

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