Quantcast

scenari | ClearBridge I

Infrastrutture e passaggio allo zero netto

"Per zero netto si intende il saldo tra la quantità del gas serra (GHG) prodotto e la quantità rimossa dall’atmosfera".  Il commento di Shane Hurst

Il futuro è delle infrastrutture intelligenti

"Le infrastrutture hanno un ruolo chiave nel passaggio alla decarbonizzazione e allo zero netto, offrendo sia opportunità che sfide a seconda dei diversi settori". Il commento di Shane Hurst, managing director e portfolio manager di ClearBridge I. (gruppo Franklin Templeton).

In quest’articolo tracciamo i prossimi passi per i settori delle infrastrutture, evidenziando un’accelerazione degli investimenti nei servizi per l’erogazione di elettricità, un cambiamento di mentalità nel settore ferroviario, transizioni nelle infrastrutture energetiche e la sfida delle emissioni Scope 3 per gli aeroporti. Le infrastrutture quotate nelle borse globali consentono agli investitori di accedere a un investimento in via di accelerazione tramite asset liquidi di ottima qualità e geograficamente diversificati.

Per zero netto si intende il saldo tra la quantità del gas serra (GHG) prodotto e la quantità rimossa dall’atmosfera. Si arriva allo zero netto quando la quantità che aggiungiamo non supera quella che eliminiamo. Con l’Accordo di Parigi, i paesi si erano accordati per limitare il riscaldamento a decisamente meno di 2° Celsius, ponendosi come obiettivo ideale un limite di 1,5° Celsius.

Gli impatti sul clima che si stanno già verificando in tutto il mondo, anche con un riscaldamento solo di 1,1° Celsius: dallo scioglimento dei ghiacci a ondate di calore devastanti e tempeste più violente, dimostrano l’urgenza di ridurre al minimo gli aumenti di temperatura.

Le ultime scoperte scientifiche suggeriscono che per realizzare gli obiettivi della temperatura previsti dall’Accordo di Parigi sarà necessario raggiungere lo zero netto per le emissioni in tempi che possono variare in funzione dello scenario per ogni singolo grado.

Il requisito minimo assoluto è che gli emittenti maggiori (ad esempio Stati Uniti, Unione Europea e Cina) dovrebbero raggiungere lo zero netto per le emissioni di GHG entro il 2050, e idealmente molto prima, dato il ruolo straordinario di queste economie nel determinare la traiettoria delle emissioni globali.

Il settore dell’energia è responsabile per circa l’80% delle emissioni di CO2 prodotte dall’uomo (secondo l’International Renewable Energy Agency, o IRENA) e ha un ruolo centrale nel realizzare la decarbonizzazione necessaria per raggiungere lo zero netto entro il 2050.

La parte più importante nella transizione dell’energia globale è la combinazione dell’uso crescente di tecnologie per energie rinnovabili a basso costo e la diffusione dell’elettricità per i trasporti e il riscaldamento. L’elettrificazione consente di sostituire i combustibili fossili con l’elettricità, che non rilascia carbonio e migliora notevolmente l’efficienza generale della fornitura di servizi associati all’energia.

Le vetture elettriche, ad esempio, sono più efficienti di quelle con motori a combustione interna. Anche la generazione di energia idroelettrica è più efficiente di quella generata dal gas naturale. È un elemento importante, considerando la necessità di accelerare le riduzioni di intensità dell’energia.

Le infrastrutture hanno un ruolo chiave nel passaggio alla decarbonizzazione e allo zero netto. In questo documento esaminiamo il modo in cui settori diversi delle infrastrutture si sono gradualmente spostati a favore dell’obiettivo dello zero netto, e quale dovrebbe essere il prossimo passo.

Il caso ferrovie

Il settore ferroviario del Nord America ha un ruolo essenziale nei servizi per il trasporto merci. Per i trasporti a lunga distanza, la ferrovia è la forma di trasporto meno costosa e più efficiente in termini di carburanti, ed è un partner importante nell’attività del settore industriale. Le spedizioni ferroviarie principali comprendono prodotti agricoli e forestali, materiali per costruzioni, componenti auto, carbone e prodotti chimici.

Le linee ferroviarie sono tra i vincenti finali per considerazioni Esg nel settore dei trasporti per la loro abilità esclusiva nel ridurre le emissioni di GHG correlate ai trasporti. Le ferrovie hanno un’efficienza media 4 volte superiore in termini di consumo di carburanti rispetto ai camion, con emissioni di GHG inferiori fino al 75%. Con questi benefici ambientali, il settore è considerato favorevolmente da un punto di vista regolamentare, e i clienti sono sempre più disposti a passare dai trasporti con camion a quelli ferroviari per ridurre la loro impronta di carbonio.

Fino a poco tempo fa, le linee ferroviarie hanno stabilito benchmark di miglioramento conservatori, che prevedevano una riduzione media tra il 5% e l’8% delle emissioni di GHG nel tempo. Questi obiettivi sono stati raggiunti facilmente, e oggi la ferrovia è concentrata al massimo nel migliorare l’affidabilità dei servizi e diventare un’alternativa fattibile ai camion per distanze più brevi. La ferrovia sta raccogliendo i benefici di miglioramenti dei servizi che consentono una conversione modale graduale dai camion ai treni.

Riflettendo un forte cambiamento di mentalità nel settore, negli ultimi due anni le ferrovie hanno iniziato a impegnarsi nell’iniziativa CDP Science-Based Targets (SBT), che stabilisce indipendentemente obiettivi di riduzione delle emissioni societarie allineate a ciò che gli scienziati del clima ritengono necessario per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Le ferrovie che hanno pubblicato gli obiettivi mirano a una riduzione media del 30% delle emissioni di GHG entro il 2030.

Mentre in ultima analisi il trasporto ferroviario deve bruciare diesel per alimentare le locomotive, negli ultimi anni l’efficienza è drasticamente aumentata.1 Con l’adozione a livello generale del Precision Scheduled Railroading (PSR), le ferrovie bruciano attualmente meno combustibile che mai per t/miglio e hanno tagliato notevolmente le emissioni di GHG. Ciò non è più benefico solo per l’ambiente, bensì giova anche alla loro bottom line.

La sfida principale affinché le ferrovie realizzino i propri obiettivi Esg è probabilmente il loro organismo di regolamentazione, il Surface Transportation Board (STB), che ha analizzato i reclami degli speditori secondo cui il PSR provocava problemi indesiderati pur aumentando l’efficienza dei combustibili. L’STB appare tuttavia sempre più favorevole al PSR.

Ulteriori miglioramenti si basano anche sulle società ferroviarie che continuano a sviluppare la propria tecnologia con ottimizzatori dei viaggi e locomotive alimentate a gas naturale (vs. diesel). Gli sviluppi tecnologici presumibilmente richiederanno tempo, per cui gli obiettivi di riduzione dei GHG saranno a rischio qualora le ferrovie non possano continuare a sviluppare e impiegare efficientemente queste tecnologie.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo