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IMPRESE ECOLOGICHE

Bambù gigante, crowdfunding-record per un business verde di lungo termine

Bambù gigante, crowdfunding-record per un business verde di lungo termine

«In questo momento siamo primatisti italiani di crowdfunding”, dice sorridendo Emanuele Rissone, l’imprenditore più ecologico d’Italia, l’inventore di un’azienda-format che si chiama Forever Bambu e che coltiva e gestisce la trasformazione del bambu gigante: “Già, siamo la società che ha doppiato il precedente record italiano, anzi europeo, di raccolta di capitali in modalità crowdfunding su Opstart. Siamo arrivati a 11,7 milioni di euro, il record precedente era di 6,9».

Di cosa parliamo, e che c’entra il bambù? La risposta va capita bene, perchè sentiremo parlare molto di quest’azienda e del settore che ha aperto. Innanzitutto cos’è il bambu gigante e perchè vale tanto? Si tratta di una pianta colossale - maxi-canne che arrivano ad 15-20 metri di altezza – che sottraggono dall’atmosfera 32 volte l’anadride carbonica che a parità di massa viene assorbita da un albero comune, producendo in cambio ossigeno; inoltre una volta arrivate a maturazione, dopo sei-sette anni, possono essere tagliate quasi alla base ogni anno, perchè appunto nel giro di un anno ricrescono, con una produttività ignota a quasi ogni altra specie vegetale. E attenzione: non solo queste coltivazioni, con le loro prerogative biochimiche, possono rientrare virtuosamente nel mercato dei certificati bianchi, ma contemporaneamente producono una quantità strepitosa di materia prima a basso costo per l’industria del mobile (il legno di bambù è estremamente versatile nelle applicazioni classiche) e per quella chimica, perchè le bioplastiche da bambà sono tra le migliori, per non parlare della carta da cellulosa di bambù e delle fibre tessili. Oltre che dei germogli di bambù, sempre più richiesti dall’industria alimentare “bio”. Insomma, una vera e propria filiera di impieghi industriali per una materia prima ultraecologica e totalmente rinnovabile. Chiaro, ora?

Ma con simili premesse, che programmi ha Forever Bambu e come ha usato I soldi raccolti con il crowdfunding? «Abbiamo comprato foreste!», risponde Rissone, «e siamo arrivati a controllare in Italia 193 ettari di foreste, prevalentemente coltivate a bambu ma non al 100 per cento, perchè abbiamo salvaguardato la biodiversità come l’abbiamo trovata».

L’azienda ha iniziato la sua storia sette anni fa, nel 2104. Dalla costituzione al 2019, ha promosso la costituzione di 28 società agricole con un capitale sociale di 12,5 milioni che hanno piantumato 76.400 piante in 85 ettari con la partecipazione di 839 soci provenienti da 7 paesi. Nel 2017 è stata costituita la Forever Bambù Holding Srl che partecipa tutte le 28 società agricole create in questi anni per lo sviluppo del progetto e ne armonizza l'intera attività industriale e commerciale. Queste 28 società sono suddivise attualmente in due comparti in Piemonte (Casale Monferrato e Revigliasco d’Asti) e tre in Toscana (Chiusdino e Sociville, vicino Siena, e Civitella Paganico, vicino Grosseto). Il sesto comparto, che è stato piantumato in primavera 2021, si trova a Castiglione della Pescaia, ancora una volta nella provincia di Grosseto, ed è il più grande comparto mai realizzato fino ad ora. Nel Grossetano, subito sopra Castiglione, Forever Bambu comprando ben 103 ettari: 1 milione e 30 mila metri quadrati: “Impiegheremo due anni per preparare tutto, abbiamo già comprato piante per coprire I primi 40 ettari, e l’anno prossimo faremo la piantumazione degli altri 60. Ma, ripeto: in questi 193 ettari abbiamo anche tante altre piante, per esempio a Paganico ci sono 7,5 ettari di bosco toscano, 1 di ulivo e mezzo ettaro di vigna! E non contenti stiamo realizzando un grande ‘giardino segreto’. Forse anche per questo, quando abbiamo comprato quei terreni che erano abbandonati a loro stessi, la giunta di Castiglione ci ha ringraziato perchè abbiamo preso un’area piena di rovi, in parte trasformata in una discarica abusiva, facendone un gioiello botanico”.

È intuitivo l’enorme valore finanziario del business del bambu gigante: un investimento di lungo termine ma di grandissima redditività per il triplice dividendo che stacca: quello ecologico dei certificati verdi, quello chimico della bioplastica e quello manifatturiera del legno.

«Sì, e con queste premesse la nostra marcia di avvicinamento al mercato finanziario sta progredendo», rivela Rissone. «Stiamo ultimando l’attuazione dell’operazione di fusione progettata per accorpare tutte le proprietà, già depositata, e a settembre verrà perfezionato l’atto notarile. In autunno nascerà la maxi Forever Bambù come benefit corporation, anche questo processo è tutto fatto. I vari soci delle iniziative locali confluiscono nella società. Poi, una volta identificata la società che svogerà il ruolo di advisor e forse anche di nomad, intraprenderemo il nostro percorso verso il mercato borsistico».

«Ci sono diversi grandi gruppi che stanno già rivolgendosi a noi per azzerare la CO2 che producono. Ogni giorno abbiamo incontri ai massimi livelli. Un esempio qualificante: il gruppo Brugola, un colosso metalmeccanico»

Forever Bambu inizierà a fatturare la sua attività di sequestro della CO2 alle aziende clienti che glielo chiederanno. «Con queste fatturazioni vivremo sicuramente un boom del fatturato», prevede Rissone, «e vedremo di che dimensione. Allora decideremo se andare sul mercato già nel primo semestre del 2022 o qualche mese più tardi. Però insomma: ci siamo, siamo sul pezzo. Ci sono grandi gruppi che stanno già rivolgendosi a noi per azzerare la CO2 che producono. Non voglio far nomi, ma credetemi: ogni giorno abbiamo incontri ai massimi livelli. Anzi un nome lo faccio: Brugola, un mito della nostra industria meccanica, un gruppo che produce componenti metalliche in 11 altiforni».

Ai livelli cui può esprimersi, oggi Forever Bambu è un unicum, sul mercato. In realtà qualche imitatori c’è, ma distanziatissimi. «Siamo pressochè gli unici perché è un lavoro molto complesso. Non a caso, abbiamo con un team di agronomi che lavora full-time… Nell’insieme diamo lavoro a 100 famiglie!».

Intanto che la marcia di avvicinamento alla Borsa procede, Forever Bambu si applica a sviluppare tutti I suoi business: non solo la cattura della CO2, ma anche l’evoluzione sul mercato della bioplastica. «Stiamo progredendo nella sperimentazione con un’azienda di Breganze, la Mix Cycling, che sta realizzando con noi una nuova bioplastica, cioè polimeri che, una volta compressi, vengono inseriti nella filiera dell’industria manifatturiera. Questa plastica è composta da un polipropilene riciclato e dal bambu proveniente dalle nostre foreste di Casale Monferrato. La fibra di bambu viene polimerizzata e ne viene fuori una plastica infinitamente meno inquinante. Siamo già arrivati a produrre una plastica al 35% di bambù ma crediamo sia possibile arrivare fino al 50% di bambù. Quindi da una parte sequestriamo CO2, ma poi con le piante raccolte facciamo piastrelle, pavimenti, sedie e tavolini…Certo, le bioplastiche si possono ottenere anche da alberi tradizionali, come il pino o il pioppo, ma si tratta di piante che dopo un paio di tagli muoiono. Col bambu gigante si può raccogliere legno pregiato per molti anni senza alcun danno per la pianta». Insomma, un elemento jolly, di straordinaria attrattiva finanziaria ma anche politica: «Indubbiamente l’esempio di due grandissime aziende americane che rappresentano un po’ il punto di riferimento del settore nel mondo – conclude Rissone - ci conduce a pensare che la politica dovrebbe considerarci co estrema attenzione per la cruciale utilità collettiva del nostro prodotto».  «Da ragazzo ho creato un’azienda di integratori alimentari per sportivi», conclude con Investire Emanuele Rissone. «Poi nel 2013 l’ho venduta alla Enervit e mi sono preso del tempo per me e per la mia famiglia. Quel che mi ha spinto a rimettermi in gioco è stato il desiderio di fare qualcosa che avesse almeno due caratteristiche, la prima quella di lavorare nel mondo green, cioè di fare qualcosa che aiutasse il pianeta, e la seconda che fosse un qualcosa destinato a durare nel tempo, dopo di me.  Questo qualcosa si chiama Forever Bambu».

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