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Analisi

Investire nel travelling: con i vaccini si torna a viaggiare

Dopo aver subito l’impatto del Covid19, alberghi, compagnie aeree e crocieristiche si preparano all’effetto rebound. A spiegare perché è Hector McNeil co-CEO di HANetf

Hector McNeil, co-ceo di HANetf

Hector McNeil, co-ceo di HANetf

La pandemia ha danneggiato l’industria dei viaggi e del turismo, ma l’arrivo dei vaccini e l’allentamento delle limitazioni agli spostamenti dovrebbe favorire la ripresa del settore riportando il buon umore, non solo tra il popolo dei vacanzieri, ma anche degli investitori.  

A fornire alcune stime sulla ripresa e a confermare la crescente fiducia del mercato nei confronti degli operatori coinvolti, è Hector McNeil, co-CEO di HANetf e co-fondatore dell'ETF UCITS Airlines, Hotels and Cruise Lines.

Nuovo potenziale di crescita

“Nell’aprile 2020, il 95% dei 215 Paesi di destinazione in tutto il mondo aveva chiuso interamente o parzialmente il proprio confine ai viaggi internazionali. Il dato più recente risale a febbraio 2021, data in cui la percentuale si era già ridotta al 66%, con la maggior parte degli Stati meta di viaggi turistici che si sono affidati  ad una combinazione di test anti-Covid e quarantene obbligatorie”. Ma l’arrivo dei vaccini, e con essi il miglioramento della situazione a livello di ricoveri e contagi, e il graduale allentamento delle restrizioni dei movimenti, secondo McNeil, lascerebbero ben sperare nella ripresa di molti settori tra cui quello del turismo e dei trasporti.

“Per l’anno 2021 è atteso un rimbalzo del 45% della spesa globale dei viaggi di piacere, per un importo pari a 3,45 mila miliardi di dollari, e del 21% per i viaggi d’affari  per un importo di circa 842 miliardi di dollari”. Si tratta di numeri importanti, ma ancora lontani dall’esprimere tutto il potenziale del settore nell’era post-Covid.

“Anche se positivi, questi aumenti registrano un valore molto al di sotto dei massimi raggiunti dal settore nel periodo pre-pandemico e probabilmente saranno necessari ancora diversi anni per riguadagnare tutto il terreno perduto”.

Una domanda latente pronta a riemergere

Se da un lato gli hotel, le compagnie aeree e quelle marittime specializzate nell’organizzazione di crociere sono riusciti a superare la peggiore crisi della loro storia, grazie ad una combinazione di tagli dei costi, prestiti e assistenza governativa, dall’altro, il conseguente allentamento delle restrizioni di viaggio imposte dai Governi per la tutela dei propri cittadini sta favorendo una crescita della domanda.

“Un altro fattore che questa estate ha contribuito alla ripresa del settore è stata la domanda repressa da oltre un anno”, sottolinea Mc Neil. “L’American Society of Travel Agents (ASTA) ha preso parte all’indagine "Back to Normal Barometer", studio in cui è stato chiesto ai partecipanti: “Se la pandemia finisse improvvisamente domani, quale grande acquisto faresti”? Il 46% degli intervistati ha risposto “un viaggio”. Vi è poi la componente economica. Sebbene la pandemia abbia comportato la chiusura di molte realtà e un tasso di disoccupazione molto elevato in quasi tutti i Paesi del mondo, coloro che hanno mantenuto la propria posizione lavorativa, hanno accresciuto il proprio reddito e messo da parte risparmi per effetto delle limitazioni delle occasioni di spesa  seguito del lockdown. Questo aspetto, unito alla dimensione e al ritmo della ripresa economica e dei vari pacchetti di stimoli attuati in tutto il mondo, hanno posto le basi affinché l’industria dei trasporti e del turismo possa tornare a crescere.  Ovviamente queste previsioni non valgono per tutto il settore: molti degli operatori più piccoli sono stati costretti a cessare l’attività, ma le grandi compagnie quotate in Borsa sono rimaste finanziariamente solide grazie agli sforzi di conservazione di liquidità e alle misure di sostegno adottate dai governi”.

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