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Inflazione e cambio di regime dell'economia globale fanno bene ai dividendi

"Le banche centrali non si preoccupano più solo dell'inflazione e della disoccupazione, ma pensano anche alla disuguaglianza e alla stagnazione economica". Il commento di Jacob de Tusch-Lec

Nel 2020 le quotate distribuiranno dividendi per 359 miliardi di euro

"Si profila un cambio di regime. La spesa e i deficit di bilancio pubblici crescono negli Stati Uniti e nel Regno Unito e gli obiettivi dei banchieri centrali stanno mutando". Il commento di Jacob de Tusch-Lec, gestore di Artemis Funds (Lux) Global Equity Income.

Le banche centrali non si preoccupano più solo dell'inflazione e della disoccupazione, ma pensano anche alla disuguaglianza e alla stagnazione economica, il che significa che gli investitori non devono più pensare “solo” al ciclo congiunturale o alla politica monetaria ma devono fare attenzione anche alle realtà che hanno un impatto sugli strumenti che le autorità monetarie mettono in campo in risposta agli eventi.   

Concepito come una soluzione a breve termine per evitare un'altra Grande Depressione, il QE ha avuto l’effetto collaterale di rendere i ricchi ancora più ricchi facendo salire i mercati finanziari.

Ha anche portato ad un eccesso di risparmio, poiché i più ricchi non possono spendere tutta la loro nuova ricchezza, e quindi finiscono per risparmiare ancora di più. Ed è per questo motivo che la disuguaglianza si è rivelata foriera della stagnazione economica.

L’ aumento della spesa pubblica che ha avuto luogo durante pandemia – anche per finanziare la “Rivoluzione Verde” – è in parte dovuto ad una maggiore concentrazione della ricchezza e alla stagnazione strutturale causata dal QE e si inquadra nell’ambito del tentativo di convertire la ricchezza creata negli ultimi cinque anni in un incremento della spesa. Si stanno creando condizioni tali per cui la politica e le politiche di bilancio svolgeranno un ruolo molto più importante. La moneta deve essere iniettata nell’economia reale, non “solo” nei mercati finanziari.   

Nel frattempo, sembra che le banche centrali siano diventate più tolleranti nei confronti dell’inflazione, che punisce i risparmiatori e spinge a spendere (anche se, ovviamente, non possono dichiararlo esplicitamente). È possibile anche che si manifesti uno scenario caratterizzato da un’inflazione alta ma con curve dei rendimenti controllate, quindi con tassi di interesse reali fortemente negativi.

La liquidità è importante, perché il denaro fa girare il mondo. Le condizioni monetarie sono estremamente espansive. Ciò è dovuto al combinato disposto di: 

  • bassi tassi di interesse
  • basso costo dell’indebitamento per le aziende   (spread creditizi estremamente ravvicinati)
  • tassi di cambio favorevoli per il dollaro (che tiene bassi i prezzi delle importazioni) 
  • bassi tassi di interesse per i mutui ipotecari (che consente alle famiglie USA di disporre di una maggiore quota di reddito discrezionale); e
  • borse in rialzo, che contribuiscono ad un aumento della domanda tramite l’effetto ricchezza.

Sono queste condizioni monetarie espansive senza precedenti che spiegano, più di ogni altra cosa, perché i prezzi delle azioni sono ai massimi storici. Infatti, l’ampliamento della base monetaria e tassi di interesse reali negativi spingono gli investitori a cercare rendimenti investendo in titoli relativamente più rischiosi quali le azioni. Non ci sono (ancora) alternative alle azioni.

Le azioni con dividendo potrebbero essere un’ottima protezione dall’inflazione…

I cambiamenti cui stiamo assistendo non sono parte di un ciclo congiunturale “normale”. Infatti è in atto una trasformazione delle teorie alla basebdelle politiche. L’austerity è stata sostituita dalla Teoria Monetaria Moderna (MMT - Modern Monetary Theory), che promuove l’opportunità di portare il rapporto deficit /PIL a livelli molto più elevati. I governi svolgono un ruolo molto più importante nell’ambito delle loro economie e, dopo un periodo di disinflazione, si comincia a vedere un po’ di inflazione.  

Quindi il dubbio in questo momento non è se comprare titoli difensivi o ciclici – o di crescita o di valore - ma capire come possono essere remunerati gli azionisti in questo mondo nuovo, specialmente alla luce del fatto che con tutta probabilità i tassi di interesse continueranno ad essere negativi ancora per un bel po’.  

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