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Confesercenti e FarePresto! vincono
e aprono alle "larghe intese" in Enasarco

La lista guidata dalla confederazione ottiene ragione dal tribunale ma continua con rinnovato impegno la trattativa con gli interlocutori più responsabili delle parti sociali per costruire una coalizione più larga che assicuri all’ente una gestione sostenibile e responsabile.

Enasarco, "Fare Presto!" lancia l'allarme: “il vertice va la Tar, contro i ministeri. E' un atto grave

Era una questione di tempo: il Tribunale di Roma ha dato ragione a Fare Presto-Confesercenti nella battaglia civilistica sulla gestione dell’Enasarco, le richieste sono state accolte integralmente sulla definizione dei seggi.
La giustizia è stata per ora stabilita, ma a questo punto, presumibilmente, i soccombenti – nonostante quelli fedeli alla linea aggressiva del loro Presidente designato Antonello Marzolla e  parte della Commissione Elettorale, che hanno già condotto all’autolesionistica indifferenza verso le indicazioni del Ministero del Lavoro e del Mef – pur cercando ulteriori cavilli non potranno che ripristinare la verità dei numeri.
La coalizione FarePresto!, invece, non ha mai cercato cavilli e pur dopo l'esproprio del risultato elettorale corretto ha comunque sempre mantenuta aperta la strada dell'accordo: “Noi abbiamo sempre e solo voluto costruire un futuro migliore per Enasarco, con chiunque condivida la sostanza e lo spirito di salvaguardare l’Ente con professionalità e onorabilità a favore degli iscritti”, conferma Alfonsino Mei che conduce, insieme alla sua coalizione, le trattative per l’allargamento e condivisione senza esclusione di nessuno.
FarePresto! - Confesercenti – che è la confederazione istituzionalmente più forte della lista – non hanno alcun interesse a proseguire in uno scontro che, per colpa di chi ha tentato il blitz, sta indebolendo l’ente proprio quando più avrebbe bisogno di buona gestione. E quindi continuerà a negoziare con le componenti più responsabili dell’altra lista un accordo che conduca a una larga intesa, una coalizione più ampia, per superare l’asfittica maggioranza di 8 a 7 che non basta a nessuno per garantire la gestione incisiva di cui Enasarco ha bisogno.
Una trattativa aperta a tutti i soggetti disponibili a lavorare insieme per il futuro di 230 mila scritti che hanno già subito troppi danni, negli ultimi dieci anni.

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