Quantcast

Scenari | Mirabaud Am

Quali sorprese per i mercati obbligazionari?
 

«Cerchiamo di essere chiari: potremmo avere inflazione con un'economia in rallentamento ma ancora forte, ma non crediamo di poter parlare di una vera e propria stagflazione». Il commento di Andrew Lake

Quali sorprese per i mercati obbligazionari? 

La ripresa economica post Covid si è rivelata più veloce del previsto, ma è ancora presto per tornare a parlare di normalità. Le aspettative delle riaperture estive erano alte, ma la variante Delta ha rovinato un po’ i piani, mescolando le carte sul tavolo. Fortunatamente, le previsioni per il 2022 sono più che ottimiste.

Buona la ripresa dei mercati emergenti, con una valida performance dell’high yield emergente in valuta forte, anche se la resilienza del dollaro Usa ha in un certo senso ritardato il rilancio delle valute locali per il 2021. In tutto ciò, la Cina rimane un enigma. «L’inasprimento normativo che ha colpito vari settori ha ricordato agli investitori che non si tratta di una tipica economia capitalista del libero mercato e che presenta ancora dei limiti», commenta Andrew Lake, head of fixed income di Mirabaud Am (nella foto sotto). «Per quanto riguarda gli altri mercati emergenti invece, rimangono elevati i rischi idiosincratici ed è difficile fare ipotesi di ampio raggio per l'asset class nel complesso». Tante sono le domande che ci si pone: cosa potrebbe sconvolgere i mercati negli ultimi mesi dell'anno? Quanto sarà grave la stagione dell'influenza? Le terapie intensive torneranno a riempirsi in modo massiccio, portando a nuove restrizioni alle attività economiche? Secondo Lake, «ci sarà sicuramente una sorta di ‘effetto influenza’, che non però non dovrebbe avere un impatto serio. Stiamo imparando a convivere con il virus, e ogni ondata ha effetti minori, specie grazie alle campagne vaccinali e allo sviluppo degli anticorpi. Sembrerebbe anche che la variante Delta abbia raggiunto il picco».

Ma non è solo la variante Delta ad aver raggiunto il suo picco: la crescita economica ha raggiunto i massimi livelli, e adesso ci si aspetta un rallentamento, con molti analisti che preannunciano una stagflazione (inflazione combinata con una stagnazione economica e alto tasso di disoccupazione). «Cerchiamo di essere chiari», commenta Lake, «potremmo avere inflazione con un'economia in rallentamento ma ancora forte, ma non crediamo di poter parlare di una vera e propria stagflazione».

Qualora venisse meno la fiducia dei consumatori, con ricadute sulla spesa, il problema potrebbe però diventare significativo. Viceversa, se i problemi della catena di approvvigionamento miglioreranno, come previsto, si avrà uno scenario ‘Goldilocks’ per le azioni, qualora i rendimenti delle obbligazioni rimanessero bassi e se al tapering non dovesse seguire un ‘taper tantrum’. «Niente va mai come previsto», prosegue Lake, «e dobbiamo riconoscere che i rischi sono aumentati: i prezzi dei beni stanno aumentando, così come quelli dei componenti di questi beni e anche i salari stanno crescendo. In futuro, ciò porterà al deterioramento dei margini e alla pressione sugli utili. Inoltre, l'inflazione sembra più duratura che transitoria, con continui problemi nelle catene di approvvigionamento globali».

Si pensa che prima della fine dell'anno assisteremo ad un sell-off, a causa del rialzo dei mercati in un momento in cui tali rischi iniziano a materializzarsi nei guadagni e nelle previsioni delle aziende. Il tapering potrebbe infatti anche portare ad un ‘taper tantrum’.  Secondo Lake però: «qualsiasi sell-off avrebbe conseguenze negative ma di breve durata. C'è ancora molta liquidità nel sistema, e così la giostra continua a girare».

A fine settembre si è discusso molto di tapering, e la Federal Reserve non ha deluso le aspettative parlando puntualmente di iniziare a chiudere i rubinetti a novembre, con un aumento dei tassi che ora è previsto per il 2022. «Abbiamo pensato», commenta Lake, «che il messaggio fosse abbastanza hawkish, e siamo stati sorpresi di vedere i Treasuries poco reattivi. Ci sono voluti i commenti hawkish della Banca d'Inghilterra del giorno successivo per poter assistere a movimenti più ampi di Treasuries, Bund e Gilts».

I dati sui salariati dei settori non agricoli, i ‘Non farm payrolls’, sono stati sorprendentemente deboli, sebbene – con le revisioni al rialzo rispetto ad agosto – probabilmente non abbastanza deboli da impedire un avvio del tapering a novembre. Sembra che la variante Delta mostri ancora i propri effetti, alla luce dei dati deboli nel settore dell’accoglienza. I salari sono stati leggermente al di sopra delle attese. «La duration resta un po' sotto pressione», commenta Lake, «ma non si tratta del grande movimento più generale che invece avremmo potuto vedere in presenza di dati molto significativi».

L'altro grande tema di discussione del momento è Evergrande: mentre sembrava che la situazione si fosse calmata per un po', l'inaspettato default di Fantasia ha colpito duramente il settore, anche alla luce dell’aumento dei timori sul rifinanziamento a breve termine di cui molte aziende hanno bisogno. «Al momento i problemi sono limitati al settore immobiliare cinese, ma se il governo di Pechino non interviene con un sostegno – il che sembrerebbe improbabile - allora ci saranno implicazioni più ampie per i Cinesi e quindi per l'economia mondiale», continua Lake.

Guardando al futuro, secondo Lake i rischi sono aumentati e il margine di errore diminuito: «Conosciamo la maggior parte dei venti contrari che dobbiamo affrontare e il prossimo fattore scatenante potrebbero essere i risultati del terzo trimestre e ulteriori dati sugli outlook, e gli impatti dei rallentamenti alle catene di approvvigionamento globali e dei problemi nel settore dell’energia. Continuiamo a vedere questo momento come un periodo di metà ciclo e pertanto manteniamo il nostro focus sul credito».

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo