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Energie rinnovabili: l’innovazione spinge eolico e solare

Per Graeme Cooper di HANetf in questo momento storico “la necessità di adattare le tecnologie esistenti e di svilupparne di nuove può rappresentare uno spunto interessante per molti investitori”

Energie rinnovabili: l’innovazione spinge eolico e solare

La lotta mondiale al cambiamento climatico è la più grande sfida che l’umanità deve e dovrà affrontare nei prossimi anni. Si tratta di una lotta difficile ma in grado di creare vantaggi e benefici, in particolare per i business leader nell’innovazione dell’energia pulita. “Oggi, grazie al supporto economico e politico, crediamo che le opportunità di investimento a lungo termine in aziende impegnate principalmente nelle tecnologie dell’energia pulita, siano quanto mai rilevanti”, sottolinea Graeme Cooper (nella foto), Co-fondatore di HANetf S&P Global Clean Energy Select HANzero Ucits Etf – il primo Exchange Trader Fund che permette di compensare le emissioni di CO2 del proprio investimento. “L’energia pulita rinnovabile sta diventando costantemente più accessibile e sta sostituendo le fonti di energia “sporche”, come i combustibili fossili. La quota crescente di capacità produttiva delle energie rinnovabili è un pilastro chiave nella lotta contro il cambiamento climatico ed è fondamentale per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi che guidano le economie nazionali verso le emissioni zero”.

Cresce l’impegno dei governi nazionali
La  recente elezione di Biden ha dato nuova linfa al coordinamento globale nella lotta contro il cambiamento climatico. Fin dall'inizio della sua presidenza si è particolarmente esposto verso gli impegni sul clima e la sua salvaguardia, attraverso canali internazionali e tramite ogni dipartimento del governo, ribaltando la politica dei quattro anni precedenti e fissando una riduzione del 50% delle emissioni di gas serra entro il 2030. Anche l’Unione Europea ha fissato come obiettivo una riduzione dei gas serra del 55% entro quella data. Il Regno Unito si è impegnato a ridurre le emissioni del 78% entro il 2035 (rispetto ai livelli del 1990) mentre la Cina prevede di raggiungere il picco delle emissioni (livello massimo di emissioni di CO2 pre-neutralità carbonica) entro il 2030, per puntare poi al traguardo emissioni zero non oltre il 2060.
“Riteniamo che questo rinnovato consenso sulla necessità comune di combattere il cambiamento climatico crei un’enorme spinta verso l’energia verde. In effetti, abbiamo già assistito ad un significativo incremento della capacità produttiva delle energie rinnovabili”, sottolinea Cooper. “La U.S. Energy Information Agency prevede che le fonti rinnovabili rappresenteranno più del 50% della produzione complessiva di energia entro i primi anni del 2040. Guardando al settore in modo più dettagliato, i principali beneficiari dovrebbero essere l’energia solare ed eolica, fonti che stanno vedendo oggi un’installazione su larga scala ad un ritmo straordinario”.

Costi più competitivi per le nuove tecnologie
Nonostante l’appoggio delle istituzioni politiche sia imprescindibile nel sostenere la crescita del settore dell’energia verde, a stimolare in modo determinante la transizione dai combustibili fossili alle energie pulite saranno le condizioni economiche.
“La realtà è che il ritmo accelerato dell’innovazione, in particolare nell’ambito eolico e solare, ha reso dal punto di vista dei costi queste tecnologie competitive, se non addirittura superiori ai combustibili tradizionali”, sottolinea Cooper. “Solo nell'ultimo decennio si è assistito a un drastico calo dei costi: dell’82% per il solare, del 39% per l’eolico onshore e del 29% per l’eolico offshore. Il prospetto del costo medio di produzione dell’elettricità li colloca esattamente nella posizione più bassa della scala costi. Sono ancora tante le sfide che dovranno essere affrontate dalle nostre economie per passare all’utilizzo delle fonti rinnovabili in maniera definitiva e completa, tra cui ad esempio l’intermittenza e la progettazione della rete. Ma stiamo parlando di un’area ricca di opportunità e per questo crediamo che la necessità di adattare le tecnologie esistenti e di svilupparne di nuove possa rappresentare uno spunto interessante per molti investitori”.

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