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Scenari | La Financière de l’Echiquier

Growth o value? Ecco cosa influenza gli investitori

«Nonostante il rialzo dei tassi, gli indici value e quelli growth sono alla pari, dall'inizio di ottobre, sia negli Stati Uniti sia in Europa». Il commento di Eenguerrand Artaz

Growth o value? Ecco cosa influenza gli investitori

Nell’ultimo periodo si sente parlare sempre più di ‘stagflazione’, termine che alcuni temono ed altri considerano irrilevante. C’è chi pensa sia solo un’eccessiva preoccupazione, e chi invece lo ritiene uno scenario probabile: di certo però, il pensiero di un rallentamento anticipato dell'attività economia, e più forte del previsto, non piace a nessuno. Scarsità di energia, inflazione che finirebbe per influenzare la domanda, rischio legato al settore immobiliare cinese, interruzioni nelle catene di produzione e di approvvigionamento... sono tutti elementi che certo non favoriscono lo slancio degli investitori. Ed ecco che il loro sguardo si sposta dai titoli value, più ciclici, a quelli di crescita visibile. Così, mentre alcuni settori value, come le banche e l'energia, sostenuti dall'aumento dei tassi e dall'impennata dei prezzi delle materie prime, si accaparrano i primi posti delle classifiche, altri come il turismo e i beni di investimento si trasformano in fanalini di coda per via delle preoccupazioni che condizionano la sostenibilità del ciclo economico.

«Giovedì scorso, il decennale Us sfiorava i massimi di fine marzo chiudendo a 1,70%, vale a dire a circa 40 pb in più rispetto al livello dello scorso mese. Altrettanto dicasi per i tassi europei, quelli tedeschi in particolare», commenta Enguerrand Artaz, gestore di La Financière de l’Echiquier (nella foto sotto). «Dopo la riunione della Fed del 22 settembre, cui avevano fatto seguito discorsi poco accomodanti, abbiamo osservato un’accelerazione della tendenza al rialzo dei tassi d'interesse, iniziata già nell’agosto 2021. Alla luce di quanto era emerso all'inizio dell'anno avremmo potuto immaginare un nuovo rally dei titoli value a scapito di quelli connotati growth, ma non è successo, o solo in minima parte. Va infatti detto che nella settimana successiva alla riunione della Fed, i titoli value hanno chiaramente sovraperformato in un mercato piuttosto ribassista, ma è durato davvero poco. Così, nonostante il rialzo dei tassi, gli indici value e quelli growth sono alla pari, dall'inizio di ottobre, sia negli Stati Uniti sia in Europa».

Dopo settimane all’insegna delle tematiche macroeconomiche, e in particolare dell'inflazione, è tornata a farsi valere la microeconomia in concomitanza con la stagione delle trimestrali, in pieno svolgimento negli Stati Uniti e agli inizi in Europa. «Finora», spiega l’esperto, «i dati pubblicati sono buoni, con oltre l'80% delle società Usa che hanno annunciato risultati migliori del previsto. Ne deriva una revisione al rialzo degli utili previsti con una riduzione delle valutazioni, in un mercato azionario che è salito poco dall'inizio dell'estate. I titoli growth, che erano diventati molto cari, tornano così ad essere interessanti».

Da non dimenticare in quest’equazione sono i flussi, in particolare quelli di acquisto degli investitori privati americani. Meno attivi in settembre, intervengono nuovamente sui mercati, comprando sistematicamente i ribassi, come hanno spesso fatto dall'inizio dell'anno. «Questi flussi tuttavia, sono in gran parte diretti o verso i grandi indici, più neutrali in termini di stile, o più esposti ai titoli in crescita, o verso tematiche molto specifiche, legate in particolare al settore tecnologico. Favoriscono dunque lo stile "growth" in un contesto apparentemente più favorevole al value», continua Artaz.

E conclude: «In assenza di una svolta importante nella situazione macroeconomica, e in particolare nelle prospettive commerciali, questi fattori continueranno a manifestarsi per diverse settimane ancora. Pertanto, mentre alcuni settori specifici possono rivelarsi interessanti (le banche, ad esempio, che beneficeranno del rialzo dei tassi), riteniamo opportuno mantenere oggi un'allocazione equilibrata in termini di stile e puntare sulla selettività all'interno dei settori».

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