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Analisi

Midolo, Zest: il 2022 può essere un anno positivo per le Spac Usa

Il mercato delle Special purpose acquisition company americane riparte: nuove quotazioni, annunci di acquisizioni e completamento delle stesse

Midolo, Zest: il 2022 può essere un anno positivo per le Spac Usa

Antonio Midolo, promotore e gestore del fondo Zest US Spac

“Dopo una fase di debolezza e di scarso entusiasmo, dovuto anche all’intervento della Sec, il mercato Spac Usa ha saputo riequilibrarsi e ripartire. Siamo convinti che il 2022 possa rappresentare un anno positivo per il settore”. È la previsione di Antonio Midolo, promotore e gestore del fondo Zest US Spac.

Il mercato Spac (Special Purpose Acquisition Company) è composto da oltre 600 società quotate in Usa a fine ottobre 2021, di cui 494 (per un controvalore raccolto di 140 bilioni di dollari) ancora in cerca di acquisizione e le altre 116 (363 bilioni di dollari) in attesa di completare l’operazione di fusione. Complessivamente dal 2003 sono state quotate 1.100 Spac per oltre 285 bilioni di dollari. I 90 insuccessi, dovuti alla liquidazione per mancanza di successo nell’identificazione delle società target col totale rimborso di capitale raccolto nella fasi di Ipo (offerta pubblica iniziale), sono concentrati nel periodo 2008-2011, quando il mercato azionario era in grossa difficoltà, mentre nell’ultimo triennio sono scesi a percentuali trascurabili sul totale delle Spac quotate: nove, e nessuna liquidazione nel 2021.

“A giudicare dal recente andamento del mercato primario, con oltre 30 nuovi Ipo listati a settembre ed altrettanti almeno in ottobre e l’imminenza di future quotazioni, è chiaro che l’interesse degli investitori, degli sponsor e delle società target/da acquisire non accenna assolutamente a diminuire”, sottolinea Midolo.

Gli sviluppi recenti sono stati positivi nonostante l’intervento della Sec a marzo scorso. Essa ha voluto raffreddare gli entusiasmi e l’eccesso di nuove quotazioni, che stavano creando una vera e propria bolla riflessa nei prezzi spesso generosamente gonfiati, non solo delle Spac che avessero già annunciato l’operazione di fusione ma anche di tutte le neo-quotate. E infatti il semestre appena terminato è stato caratterizzato da sostanziale debolezza e scarso entusiasmo degli operatori, con quotazioni in discesa di oltre il 30%.

Nonostante le misure introdotte dalla Sec e dopo una prima fase di tracollo, il mercato Spac ha saputo comunque riequilibrarsi e ripartire, sulla base di nuovi parametri. Tra questi, maggiori incentivazioni agli investitori in Ipo, maggior numero di warrant gratuiti offerti per Unit e sostanziale riduzione delle scadenze da 24 mesi a 12-18, con ulteriore compenso di 0,10 dollari a trimestre, in caso di richiesta di estensione dei termini.

“Questo insieme di aggiustamenti sta ricreando le premesse non solo per un consolidamento del settore Spac sulla notevole base dimensionale raggiunta, ma addirittura di futura crescita, in considerazione dell’equilibrio ricreato, a partire dall’estate, tra il numero di nuove quotazioni, annuncio di acquisizioni e completamento delle stesse”, conclude Midolo.

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