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Da Milano a Palermo, ecco i quartieri che hanno vinto la pandemia

Secondo i dati di idealista, Turro (+44,9%), a Milano è quello con l’incremento dei prezzi maggiore dal pre-pandemia

Immobiliare, investitori istituzionali a caccia di uffici

Negli ultimi due anni, complice l’emergenza sanitaria, il mercato immobiliare, come altri settori dell’economia, ha subito un calo. Tuttavia, in alcuni quartieri delle città italiane, gli immobili hanno visto aumentare il loro prezzo talvolta anche a doppia cifra, effetto di un fenomeno di regionalizzazione della crescita accentuatasi nel corso di quest’anno.

L’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia, ha osservato il comportamento dei valori immobiliari, rispetto all’ultimo trimestre “normale” (prima della pandemia), riscontrando aumenti in numerosi quartieri dei principali capoluoghi italiani e stilato una “top 10” di quelli che hanno registrato il maggior rimbalzo proprio in piena ondata Covid-19.

Gli elementi comuni di questi quartieri che hanno vinto la pandemia? Periferici, ben collegati, capaci di soddisfare criteri di vivibilità come la qualità ambientale e quella dello spazio pubblico riuscendo ad appagare le aspettative di benessere delle persone. Questa evoluzione dei prezzi testimonia come il mercato immobiliare italiano stia andando incontro ad una profonda trasformazione, una frammentazione in tante microaree con peculiarità differenti nei diversi contesti del Paese, ma con numerose affinità.

I 10 quartieri che crescono di più in Italia

Milano
La provincia con i quartieri che hanno incrementato maggiormente il loro valore è Milano. Il quartiere Turro della città meneghina ha registrato un rimbalzo del 44,9% rispetto al primo trimestre del 2020, quello immediatamente precedente alla pandemia, precedendo Olmi-Muggiano (42,1%) e Val di Sole-Fatima (24,9%).

A Turro l‘aumento sostanziale è attribuibile alla prospettiva di riqualificazione di piazzale Loreto e di Viale Padova, alla realizzazione dell’Off Campus Nolo, progetto sviluppato dal Politecnico di Milano con l’obiettivo di creare dei satelliti dell’Università all’interno della città di Milano per sviluppare una progettualità insieme alle persone. In questa zona ha avuto un forte impatto anche la creazione della pista ciclabile che collega San Babila a Sesto Marelli, ricalcando il percorso della linea Rossa della metropolitana.

A Olmi Muggiano, nella zona di Baggio, il rialzo dei prezzi è dovuto alla crescente importanza acquisita dalle periferie durante la pandemia. Il ricorso sempre più frequente al lavoro agile ha permesso a molte persone di potersi spostare verso zone meno centrali che offrono abitazioni più ampie e più adatte a un contesto familiare a prezzi molto più convenienti, con 2.169 euro/m2 in una città che ha toccato i 4.124 euro/m2 di media a ottobre.

Nel caso di Val di Sole Fatima la crescita è dovuta alla riqualifica dell’ex scalo di Porta Romana, dove verrà realizzato il Villaggio olimpico dei Giochi invernali Milano-Cortina del 2026 che, al termine dell’evento, verrà riconvertito a residenze universitarie. In questa zona aumenta sempre più la richiesta di immobili da parte di grandi aziende.

Padova
Padova è presente nel ranking con due quartieri, Guizza-Bassanello (27,2%) e Salboro (24%). Si tratta di due zone strategiche per gli spostamenti sia con i mezzi pubblici che con un veicolo proprio, attraversate dal principale asse del Metrotram cittadino, il cui capolinea sud si trova in quest’area. I quartieri rappresentano anche il principale punto di accesso alla città per il traffico proveniente dalla parte meridionale della provincia.

Modena
Altra provincia che ha visto un incremento in alcuni suoi quartieri è Modena in cui Policlinico-Università e Morane-Sant'Agnese Nuova sono cresciuti del 24,7%. Sono contesti ubicati vicino all’Università, fra le più antiche e rinomate d’Europa, che vedono la presenza di tagli grandi e di nuova costruzione in una zona che offre verde e tranquillità, in una posizione strategica grazie alla vicinanza con il centro storico.

Bergamo
Anche Bergamo, fulcro della prima ondata di pandemia, ha avuto in incremento con il quartiere Giovanni XXIII-Stazione i cui prezzi sono aumentati del 23,6%. Questa crescita, avvenuta durante i lockdown, è imputabile al frequente ricorso allo smart working da parte delle aziende, per cui molte persone che lavoravano a Milano hanno preferito tornare nella propria città d’origine o spostarsi in un’area un po’ più piccola, dotata di tutti i confort e ubicata vicino alla stazione per i collegamenti ferroviari agevoli con Milano e altre città della Lombardia.

Arezzo
In centro Italia è stata Arezzo la provincia dove i prezzi sono schizzati nell’anno in corso in particolare nel quartiere Vespucci-Marconi, Montevarchi che ha registrato un incremento dei valori pari al 22,3%. Si tratta di un’area ricca di aziende ma, allo stesso tempo, molto tranquilla, nel cuore della campagna toscana.

Palermo
Montepellegrino, (22,3%) è il “vincitore” della pandemia se si considera il Sud Italia. Numerose aziende hanno permesso ai propri dipendenti di lavorare da remoto, da qui la nascita del cosiddetto “south working” e la scelta di questo quartiere a metà tra la periferia, il centro e le zona marittime della città, Addaura e Mondello. Una zona ben collegata dalla ciclabile e che offre la possibilità di fare sport all’aria aperta, godendo di un clima temperato.

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