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Finanza & sostenibilità

Banca Generali guarda alle smart cities

Nel quinto appuntamento di #BG4SDGs, la Banca guidata da Gian Maria Mossa intervista Marco Pavone, Associate Professor alla Stanford University. Al centro del dibattito l’SDG numero 11

Banca Generali guarda alle smart cities

Le smart cities come soluzione per il problema del sovraffollamento delle metropoli a cui assisteremo in futuro. È questo l’argomento della quinta puntata di #BG4SDGs, il format con cui la Banca guidata dall’Ad Gian Maria Mossa indaga lo stato di avanzamento dell’Agenda Onu 2030.

In questo nuovo episodio, Banca Generali ha indagato l’obiettivo Onu numero 11, ovvero quello dedicato alle città smart e sostenibili. E per farlo ha contattato un relatore d’eccezione quale Marco Pavone, Associate Professor alla Stanford University e Direttore dell’Autonomous Vehicle Research Lab di NVIDIA.  Al centro del confronto con Pavone, c’è stato quindi il tema delle tecnologie che possono favorire lo sviluppo concreto delle “Smart Cities”.

Secondo il World Urbanization Prospect pubblicato nel 2018 dalle Nazioni Unite, infatti, entro il 2050 i due terzi della popolazione globale vivrà nelle grandi città, con tre Paesi – India, Cina e Nigeria – che faranno da traino per lo sviluppo di questo fenomeno demografico.

“Tra le principali problematiche legate ai grandi agglomerati urbani, c’è quello della mobilità. Le auto a guida autonoma sono una delle possibili risposte che intervengono a favore dello sviluppo di città sostenibili e inclusive. Negli ultimi 10 anni le diverse tecnologie presentate hanno il potenziale di cambiare il mondo della mobilità urbana: le auto elettriche, l’economia della condivisione (car-sharing), la connettività fra veicoli per gestire efficacemente il traffico o i veicoli progettati per fini specifici sono solo alcune delle risposte al problema” ha commentato Pavone durante il talk.

E non è un caso infatti se proprio le nuove tecnologie a l servizio delle città smart sono uno dei macrotrend preferiti anche dagli asset manager alla ricerca di nuovi elementi per generare rendimento di lungo periodo nei portafogli degli investitori. Rendimenti che possono essere generati anche dalla crescita delle società attive nello sviluppo e nella gestione dei dati.

La grande quantità di dati che circola nelle città intelligenti – grazie all’IoT – può supportare le amministrazioni a gestire meglio le comunità. Un aspetto confermato anche da Pavone: “Dopo la casa, l’automobile è il secondo investimento di una famiglia dove gli spostamenti occupano tra il 5%-10% del tempo di una giornata. Mettere insieme il nuovo sistema di mobilità funzionale e il ritorno finanziario sarà imprescindibile per guardare a un futuro in cui la città sarà simbolo di sostenibilità, sia dal punto di vista sociale che ambientale”.

Il video integrale dell’intervista di Banca Generali a Marco Pavone è disponibile qui

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