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Scenari | Mirabaud Am

CoP26: non sottovalutiamo lo stress idrico

«Per gli investitori è fondamentale includere nella valutazione di un’azienda anche la gestione dell'acqua, perché la scarsità d’acqua può condizionare il valore di un’azienda in molti modi». Il commento di John Kisenyi

CoP26: non sottovalutiamo lo stress idrico

L’agenda della Cop26v prevede diversi punti chiave che possono rappresentare rischi e opportunità per gli investitori. Uno di questi: l’acqua. Con l'aumento delle temperature medie globali, lo stress idrico è fonte di preoccupazione in tutto il mondo. L'Unicef stima che attualmente tre miliardi di persone non abbiano le strutture di base per lavarsi le mani e che un quarto della popolazione mondiale viva in Paesi soggetti a livelli di carenza d’acqua estremamente elevati. 

Per il futuro, il quadro è ancora più inquietante: il World Resources Institute stima che entro il 2040 quasi un bambino su quattro vivrà in aree con grave scarsità d’acqua. Oltre a ridurre le emissioni di gas serra, è imperativo che le aziende e i governi affrontino anche questo problema. 

Ma cosa significa questo per l'analisi Esg? «Lo stress idrico ha un impatto finanziario sulle aziende per il costo dell'acqua, le interruzioni delle attività operative, le sanzioni ambientali e le spese per costruire nuove infrastrutture efficienti dal punto di vista idrico», speiga John Kisenyi, sustainable global equities research analyst di Mirabaud Am (nella foto a lato). «Il Carbon Disclosure Project Global water report del 2020 ha rilevato che, per le imprese, il possibile impatto finanziario dei rischi idrici supera di oltre cinque volte il costo necessario per affrontarli.  I settori che fanno un uso intensivo di acqua, come quello dei semiconduttori, dei prodotti farmaceutici e dei prodotti per la casa, possono essere esposti al rischio di un impatto finanziario, se stabiliscono i siti di produzione in regioni soggette a carenza d’acqua. Se questi siti non dovessero avere abbastanza acqua, le aziende potrebbero dover introdurre misure speciali, con costi extra considerevoli».

La scarsità d'acqua può inoltre comportare tagli alla produzione e lo smaltimento di altri materiali usati nel processo di produzione: ciò può aumentare i costi e ridurre le entrate. Le aziende possono affrontare il problema riducendo il consumo di acqua e sviluppando iniziative per il riciclo delle acque reflue: ciò porterebbe vantaggi operativi, accorciando i tempi di produzione e riducendo le spese per le forniture d'acqua. I notevoli risparmi a livello finanziario potrebbero far aumentare i margini operativi.

«Crediamo», continua l’esperto, «che sia fondamentale che gli investitori si impegnino con le aziende in materia di esposizione allo stress idrico e di strategie di gestione dell'acqua. Incoraggiare le aziende a rendere pubblici gli obiettivi di riduzione del consumo d’acqua, a divulgare dati rilevanti sul suo utilizzo e a delineare la strategia di gestione di questa risorsa aiuterà ad affrontare la carenza d'acqua e permetterà agli investitori di valutare più accuratamente i rischi e le opportunità relative allo stress idrico».

Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) è un produttore globale di semiconduttori. I loro fornitori di acqua da trattare e di prodotti chimici hanno bisogno di una certa quantità d’acqua dolce nel processo di produzione, ma un terzo della loro catena di approvvigionamento di materie prime si trova in regioni soggette a carenza d’acqua. «Se in futuro dovessero registrarsi gravi siccità, saremmo portati a scontare la crescita dei ricavi in quel trimestre, sia per Tsmc che per i clienti a valle nella catena di fornitura», spiega Kisenyi. Tsmc ha un piano globale di riduzione dei consumi d'acqua tra il 2016 e il 2025, in cui punta a ridurre le perdite d'acqua e il consumo complessivo di acqua in tutte le strutture, creare nuovi impianti di riciclo delle acque reflue ed espanderne la capacità, ridurre il consumo di acqua per unità del 30% rispetto al 2010. L'azienda stima che la riduzione del consumo d'acqua permetterà di risparmiare tra $270 milioni e $1,08 miliardi all'anno entro il 2025: un impatto concreto positivo per il margine operativo che, secondo noi, migliora le opportunità di investimento in questa azienda.

Thermo Fisher Scientific invece è fornitore di attrezzature sanitarie, diagnostiche e di ricerca ambientale, che utilizza l’acqua nei prodotti farmaceutici e nella produzione e pulizia di articoli come i vetrini da microscopio. Undici dei loro impianti di produzione si trovano in regioni soggette a stress idrico estremo.  «Nel febbraio 2021, durante un incontro di engagement con Mirabaud Am, l’azienda ha delineato un piano per condurre un'analisi operativa sulla materialità dell'acqua e da parte nostra abbiamo incoraggiato la società a pubblicarne i risultati, in modo che gli investitori possano valutarne meglio l’approccio», continua l’esperto.

E conclude: «Per gli investitori, è fondamentale includere nella valutazione di un’azienda anche la gestione dell'acqua, non solo per affrontare il problema crescente della scarsità d'acqua a livello globale, ma anche alla luce dei molti modi in cui il rischio idrico può condizionare il valore di un’azienda per gli azionisti».

 

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