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Scenari | T. Rowe Price

Falchi contro colombe: crescono le opportunità nel fixed income

«Periodi di inasprimento nei mercati emergenti sono tipicamente seguiti da un allentamento, il che significa tagli dei tassi di interesse in futuro, se la crescita dovesse rallentare e le preoccupazioni per l’inflazione dissiparsi». Il commento di Quentin Fitzsimmons

Falchi contro colombe: crescono le opportunità nel fixed income

Nonostante l’inflazione sia ormai evidente in tutti i Paesi, le banche centrali non sembrano ancora reagire. A dire il vero, gli approcci a cui stiamo assistendo a livello globale, sono due: quello degli ‘advanced hikers’, ovvero delle banche centrali che hanno già risposto con una politica monetaria più aspra e il rialzo dei tassi, come Norvegia e Paesi dei mercati emergenti (Russia, Brasile e Cile); e quello dei ‘reluctant hikers’, cioè di quelle banche centrali che hanno intrapreso poche o nessuna azione, e mantengono risolutamente un atteggiamento da colombe perché si aspettano che le pressioni sui prezzi siano temporanee. In prima fila: Bce, Fed, Banca del Giappone, e Riksbank svedese.

«Il mercato obbligazionario è molto attento al modo in cui le banche centrali stanno rispondendo all’inflazione», commenta Quentin Fitzsimmons, gestore del fondo Sicav – Global Aggregate Bond Fund di T. Rowe Price (nella foto sotto), «e ci aspettiamo che questa tendenza continui. È probabile che questo tipo di contesto crei una dispersione nelle opportunità di valore relativo che dovrebbero giovare ai gestori attivi come T. Rowe Price».

Di recente, le obbligazioni hanno sovraperformato nella maggior parte dei mercati dei ‘reluctant hikers’. Tuttavia, con i rendimenti che rimangono bassi, T. Rowe Price crede che le valutazioni siano sopravvalutate, senza contare che le curve di questi mercati sono tipicamente piatte, il che li rende potenzialmente più vulnerabili al repricing di lungo periodo. Al contrario, i mercati obbligazionari degli ‘advanced hikers’, in particolare quelli dei mercati emergenti, hanno subito una forte pressione alla vendita. Questo sta creando una situazione in cui iniziano ad emergere potenziali opportunità in alcuni mercati dei titoli di stato in valuta locale.

«I bond di alcuni mercati emergenti selezionati cominciano a sembrare attraenti, grazie sia al livello assoluto di rendimento sia alla forma della curva», continua Fitzsimmons. «Ne sono un esempio la Russia e il Messico. È importante ricordare che un periodo di inasprimento nei mercati emergenti è tipicamente seguito da un allentamento, il che significa che i falchi potrebbero scegliere di tagliare i tassi di interesse in futuro, se la crescita dovesse rallentare e le preoccupazioni per l’inflazione dissiparsi. Se ciò accadesse, potrebbe presentarsi un’opportunità di beneficiare dei capital gain. È difficile prevedere quando potrebbe verificarsi il punto di flesso nei mercati emergenti, ma stiamo monitorando da vicino gli sviluppi».

Nei mercati sviluppati, la Nuova Zelanda si distingue come un ‘advanced hiker’ potenzialmente interessante, secondo T. Rowe Price. In generale, però, ci sono meno falchi nello spazio dei mercati sviluppati, perché le banche centrali sono preoccupate che rialzi o tapering troppo veloci possano soffocare la ripresa.

Il paradosso del rallentamento della crescita in un momento in cui l’inflazione aumenta sta rendendo difficile per le banche centrali nei mercati sviluppati decidere quale strada intraprendere. La BoE, ad esempio, è bloccata tra l’incudine e il martello, poiché la crescita del Regno Unito sta rallentando mentre i salari e l’inflazione in generale stanno aumentando rapidamente. «Al momento», conclude Fitzsimmons, «sembra probabile che la Bank of England deciderà per un rialzo prima della fine dell’anno. Resta da vedere se questa si rivelerà una decisione saggia, dato il rallentamento della crescita».

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